Mamma, ho perso l’aereo

A Natale, la numerosissima famiglia McCallister lascia Chicago per trascorrere le festività a Parigi. Quando è già in volo verso l’Europa, la signora McCallister si accorge improvvisamente di aver dimenticato a casa uno dei suoi figli, il piccolo Kevin. Il bambino, rimasto solo, è costretto a difendersi da una coppia di ladri che tenta ripetutamente di irrompere in casa. Scritto da John Hughes, piuttosto scaltro (e abile) nel dosare elementi di sentimentalismo e cattiveria pura, il film si rivelò a sorpresa come uno dei grandi successi della stagione. Divertenti Daniel Stern e Joe Pesci nei panni dei due lestofanti. Due seguiti: Mamma, ho riperso l’aereo – Mi sono smarrito a New York del ‘92 e Mamma ho preso il morbillo del ’97 (il secondo senza Macaulay Culkin). (andrea tagliacozzo)

Party Monster

Culkin dà un’interpretazione manierata e assolutamente fastidiosa in questo “ritorno” adulto pensato su misura per lui — il suo primo film in 9 anni — sulla vera biografia di Michael Alig, un “club-kid” che divenne il re della vita notturna a base di stupefacenti nella New York fra gli anni Ottanta e Novanta prima di essere arrestato per omicidio. Poteva tradursi in un’interessante e allarmante racconto sul periodo (in effetti, i due registi avevano realizzato nel 1998 un documentario con lo stesso titolo): ma questa incursione — dilettantesca e girata in video — sulla depravazione negli ambienti di tendenza certamente non colpisce nel segno.

Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York

Natale: Culkin sale sull’aereo sbagliato, si separa dalla sua famiglia e finisce a New York. Qui farà amicizia con la Fricker, amante dei piccioni, e tornerà ad affrontare gli stolidi Pesci e Stern, ridotti più che mai a un duo da cartoon in carne ed ossa. Fondamentalmente, si tratta di una rivisitazione del campione d’incassi originario; ma in quanto a violenza, lo supera ampiamente. La pubblicità occulta all’Hotel Plaza non conosce vergogna: c’è anche una comparsata per il suo proprietario Donald Trump. Scritto e prodotto da John Hughes.

George Balanchine – Lo schiaccianoci

Versione fin troppo teatrale del celebre e amato balletto, ambientata la vigilia di Natale: la storia di una ragazzina (Cohen) che si ritrova in un fantastico mondo di giocattoli giganti. Culkin (la star del film) non è niente di speciale nei panni del Principe Schiaccianoci. Adattato da Peter Martins dalla produzione del New York City Ballet. Conosciuto anche con il titolo George Balanchine’s The Nutcracker.