Spider

Un film intrigante ma implacabilmente deprimente su un uomo gravemente disturbato, paralizzato dai ricordi della sua infanzia con un padre che abusava di lui e una madre grande lavoratrice e ben intenzionata. Scopriamo l’origine della sua sofferenza attraverso i flashback, ma quando i pezzi si combinano non sono poi così sorprendenti. La Richardson che si destreggia con maestria in più ruoli è la cosa migliore del film e Fiennes è bravo come al solito. Patrick McGrath ha sceneggiato il suo romanzo.

Peter Pan

Peter Pan, il bambino che non vuole crescere, incontra i figli della famiglia Darling e li pora con sé nell’Isola-che-non-c’è, dove parteciperanno alla lotta contro il malvagio Capitan Uncino.

Favola fra le più sfruttate dal mondo del cinema, basti pensare al cartoon prodotto dalla Disney nel 1953 e a
Hook
(1991) di Steven Spielberg,
Peter Pan
torna di nuovo sul grande schermo nel nuovo film di P.J. Hogan. Un tentativo coraggioso, quello del regista del divertentissimo
Il matrimonio del mio migliore amico:
se infatti
Hook
è una delle poche delusioni made in Spielberg, il film disneyano è invece un classico per eccellenza del cinema d’animazione e, c’è da scommetterci, gran parte del pubblico conosce la storia del ragazzino che non vuole diventare adulto proprio grazie alla pellicola disneyana e sarà portato giocoforza a fare paragoni da cui il nuovo film rischia di uscire stritolato. Hogan cerca di scongiurare questo rischio confezionando un film impeccabile dal punto di vista degli effetti speciali, davvero degni del miglior
Harry Potter,
e lasciando nello stesso tempo via libera a una sessualità del tutto nascosta, e non poteva essere altrimenti, nel cartoon. Quest’ultimo, più poetico, più romantico, più magico, esce però vincitore dal confronto. Meglio noleggiare un home video, insomma, e risparmiare i soldi del cinema per un altro film.
(maurizio zoja)

I seduttori della domenica

Amore e sesso in quattro paesi. L’episodio britannico, con Moore, è una farsa vecchia maniera. Il bozzetto francese, con Ventura, è intrigante ma non va da nessuna parte. La scenetta italiana è a tratti decisamente divertente. La parte americana, scritta, diretta e interpretata da Wilder, è una favola pretenziosa con un paziente d’ospedale, brutta e imbarazzante. Conosciuto anche come Sunday Lovers.

Demoni e dèi

Eccezionale (per quanto del tutto fittizio) studio sulla figura del regista James Whale (meglio conosciuto per i film Frankenstein e La moglie di Frankenstein), il quale negli anni Cinquanta si ritrovò solo alla fine della vita, e in preda alla paura di diventare pazzo. Squisita la ricreazione d’ambiente e d’epoca; superba l’interpretazione di McKellen, uguagliato solo da Fraser, il giardiniere oggetto del desiderio del regista, mentre la Redgrave è esilarante nelle vesti della severa e adorabile governante. Un film volontariamente lento. Bellissimo l’effetto dato dalla combinazione unica di flashback e allucinazioni. Il regista Condon vinse l’Oscar per l’adattamento del romanzo Father of Frankenstein di Cristopher Bram. Nomination anche per McKellen e la Redgrave.

Ci divertiamo da matti

Le avventure delle provinciali Yvonne e Brenda a Londra. La prima, dopo aver partecipato a un programma televisivo, diventa una cantante, mentre la seconda, conosciuto un simpatico fotografo, sfonda come modella. Sulla falsariga dei film di Richard Lester, una briosa commedia sullo sfondo della colorata Swinging London degli anni Sessanta.
(andrea tagliacozzo)