Così parlò Bellavista

Primo film da regista dello scrittore De Crescenzo, tratto dal suo libro omonimo. Un milanese, nominato direttore del personale all’Alfasud, viene trasferito a Napoli. L’impatto con la nuova città è traumatico: i rumori, il traffico caotico, il modo di fare dei napoletani lo stordiscono. Ma l’incontro con un simpatico professore di filosofia cambia la sua vita. Buona l’atmosfera e il tratteggio di alcuni personaggi, ma il film, formato da numerosi sketch, è alquanto esile. (andrea tagliacozzo)

Il principe e il pirata

Leopoldo (Leonardo Pieraccioni) è un tranquillo e onesto maestro elementare e un giorno il suo babbo muore. In realtà non muore davvero, ma si è infilato in un pasticcio più grosso di lui e così deve fingere. Prima di sparire, però, gli confessa che ha un fratello più piccolo che non ha mai visto. Melchiorre (Massimo Ceccherini), il fratello chiamato da tutti Gimondi, è un ladruncolo di galline, in Sicilia a scontare una pena. Leopoldo va a Palermo per conoscerlo in uscita premio. Parte così un on the road che li porterà dal capoluogo siculo alla Val d’Aosta. Alla fine del viaggio il principe sarà un po’ pirata e il pirata un po’ principe. Quinto film da regista per Leonardo «miliardo» (così soprannominato ai tempi de
Il ciclone
), che cambia completamente pelle e struttura. Nei primi film la trama era la solita: arriva una donna, gli sconvolge la vita e lo porta via con se. Ne
Il principe e il pirata
, invece, il rapporto è tra fratelli, tra due modi di vedere e concepire la vita. Una vita già segnata da un fallimento in amore. Sembra quasi che i tempi delle illusioni amorose del comico toscano siano finiti a 37 anni. Un Pieraccioni più amaro, realista e riflessivo. Il film è una piacevole commedia, non certo un capolavoro. Dedicato a chi, superata la crisi dei trenta si appresta a quella dei quaranta.
(andrea amato)