Ecco la felicità

Un banchiere distribuisce il suo denaro per rendere felice il prossimo, ma i suoi futuri eredi, preoccupati, lo fanno internare in un manicomio. Riuscito ad evadere, il presunto matto deruba la propria banca e riprende la sua attività filantropica. Una divertente commedia dai toni favolistici interpretata da un ottimo Michel Simon. Dialoghi di Jean Cocteau.
(andrea tagliacozzo)

International Hotel

Improbabile trama alla Grand Hotel ambientata in un aeroporto londinese. Tutti sono terribilmente belli e ricchi; se vi piace guardare gente terribilmente bella e ricca bene. Altrimenti non ha senso. Eccellente la Rutherford (che con questo ruolo si aggiudicò l’Oscar) così come Maggie Smith. Scritto da Terrence Rattigan. Panavision.

La pulce nell’orecchio

Dalla celebre pièce teatrale di Georges Feydeau. Gabrielle è la moglie dell’avvocato Victor Chandebisse. La donna ha il forte sospetto che il marito le sia infedele. Per mettere alla prova il consorte, Gabrielle, seguendo il consiglio di un’amica, fa pervenire a Victor un invito, firmato con il nome di una sconosciuta, per un appuntamento galante. Considerato il testo, poteva essere un film memorabile. La mediocre regia, invece, riesce a trasformare un meccanismo ben oliato in stanca routine.
(andrea tagliacozzo)

Salva la tua vita

La giovane Julie, sposatasi in seconde nozze con un valente pianista, sospetta che quest’ultimo abbia assassinato il precedente marito, apparentemente deceduto in seguito a un suicidio. La donna riferisce alla polizia i suoi timori, ormai divenuti certezza, ma non viene creduta. Buon thriller, con Doris Day in un ruolo per lei insolito (che, più o meno, ripeterà quattro anni dopo in
Merletto di mezzanotte
). Nel 1958, il regista Stone realizzerà un altro giallo di discreta fattura:
Lama alla gola
.
(andrea tagliacozzo)

Il caso Paradine

Una donna dell’alta borghesia viene accusata dell’omicidio del marito, ricco e cieco. Il suo avvocato si innamora di lei e trova un colpevole ideale nel giardiniere. Ma Lady Paradine è una vittima o un essere diabolico? Tratto da un romanzo di Hichens, un capitolo considerato «minore» anche dallo stesso regista. Gli schemi del film processuale sono rispettati fino in fondo, la vicenda non ha grandi sorprese e secondo Hitchcock c’erano anche degli errori di casting. Ma la cosa che colpisce di più, a rivederlo oggi, è la ferocia e la morbosità delle relazioni fra i personaggi: tutti malvagi al limite del grottesco, in particolare il laido giudice Laughton. Per ritrovare una tale misantropia bisognerà aspettare
Gli uccelli
o i lavori dell’allievo francese Chabrol, uno che da questo film ha sicuramente imparato molto. Su tutti si staglia una statuaria e sensuale Alida Valli, in un ruolo alla Ingrid Bergman ma con guizzi demoniaci e perversi.
(emiliano morreale)