Alta fedeltà

Rob Gordon (John Cusack) è il proprietario del Championship Vinyl, negozio di dischi vecchio stile della periferia di Chicago, frequentato da pochi maniaci collezionisti di pop music. Anche Rob e i suoi due dipendenti (Todd Louiso e Jack Black) sono maniaci collezionisti. E talmente snob da insultare chi ha la sventura di entrare a chiedere un qualsiasi cd da classifica per il compleanno della figlia. Ma non sono le classifiche a irritare il terzetto, perché è l’estemporanea compilazione di top five su qualsiasi argomento il succo delle loro infinite e strampalate conversazioni. E allora, quando Laura (Iben Hjejle) pianta Rob, a quest’ultimo non resta che compilare la «top five delle migliori canzoni per dire alle persone che ti hanno scaricato che, anche se ti hanno spezzato il cuore, non riesci a dimenticarle» e progettare di rincontrare i cinque peggiori fallimenti della propria vita sentimentale. La ricognizione non fa che confermare i presupposti di partenza non producendo alcuna maturazione, anche se porta inaspettatamente alla temporanea riconciliazione con Laura. Tratto da un fortunato romanzo di Nick Hornby (edito in Italia da Guanda), il film ambisce allo spaccato generazionale, radiografando i maschi trentenni e la loro patetica ambizione di tenere sotto controllo l’ansia dell’imprevisto attraverso deliranti mappe del proprio mondo (dischi, telefilm, squadre di calcio – o di baseball – modelli di auto, etichette di birra o ragazze). Per risultare davvero efficace, però, il film avrebbe bisogno di una dose di impietosa precisione in più. Ma attribuire una caratterizzazione sgradevole al protagonista probabilmente non rientrava nelle intenzioni di Cusack, qui anche produttore. Le battute migliori sono tutte nel romanzo, e anche la regia di Stephen Frears non riesce a dare un senso compiuto al partito preso di far recitare sguardo in macchina tutti i monologhi di Gordon. La colonna sonora segue il criterio del famigerato
drop the needle
: niente di straordinario nel rapporto con le immagini, ma il cd è da consigliare per i lunghi viaggi in macchina.
(luca mosso)

Nemico pubblico (1998)

Nemico pubblico

mame cinema NEMICO PUBBLICO - IL FILM DEL 1998 STASERA IN TV will smith
Will Smith in una scena del film

Enemy of the State – Nemico pubblico è ambientato negli ultimi anni ’90. Il Congresso degli Stati Uniti cerca di far approvare una nuova legge, la quale possa espandere il potere delle Agenzie di Intelligence. Ma molti politici sono contrari a questa iniziativa. Comincia quindi una lotta tra chi vuole dominare il popolo americano e chi vuole tutelare la sua privacy. Chi avrà la meglio? Gli Americani manterranno la propria libertà individuale senza essere spiati costantemente?

Curiosità

  • Il film è del 1998, diretto da Tony Scott.
  • La scelta di Gene Hackman come membro del cast è un riferimento a La conversazione, film del 1974 diretto da Francis Ford Coppola. Infatti, in quest’ultima pellicola Hackman recita come protagonista.
  • Inoltre, la sequenza in cui Robert (Will Smith) incontra Rachel (Lisa Bonet) in piazza è stata costruita riprendendo la scena iniziale di La conversazione.
  • Il “rifugio” di Edward Lyle (Hackman), in più, è identico al luogo in cui lavora il protagonista del film di Coppola.
  • Un’altra citazione a La conversazione è l’impermeabile trasparente indossato da uno degli agenti NASA.
  • Mel Gibson e Tom Cruise furono presi in considerazione per il ruolo del protagonista, ma poi questo fu assegnato a Will Smith.
  • Anche George Clooney avrebbe dovuto far parte del cast.
  • Per il ruolo di Edward Lyle, invece, si pensò inizialmente a Sean Connery.
  • Nel corso del film il protagonista usa spesso una console TurboExpress della NEC: un caso, quindi, di product placement.
  • Il titolo dell’album Empire of the state dei Blink 182, uscito nel 1999, è una parodia del titolo originale del film.

Angel Heart – Ascensore per l’inferno

Il detective privato Harry Angel (Mickey Rourke) viene assoldato dall’enigmatico Louis Cyphre (Robert De Niro) per ritrovare Johnny Favorite, un cantante che diversi anni prima, dopo essere stato dimesso con uno stratagemma da un clinica psichiatrica, ha lasciato perdere ogni traccia di sé. Una volta iniziate le indagini, per l’investigatore inizia una lenta, ma inesorabile discesa verso l’inferno. Thriller satanico dalle grandi ambizioni, ma dai risultati tutto sommato modesti. Intrigante nelle premesse e splendidamente fotografato da Michael Seresin, il film alla lunga diventa sempre più manierato e involuto, fino a giungere a un finale a sorpresa non del tutto imprevedibile. Scritto dallo stesso Parker da un romanzo di William Hjortsberg intitolato
Falling Angel
.
(andrea tagliacozzo)