Io ti salverò

Una giovane psicologa sospetta che il Dr. Edward, nuovo direttore della clinica dove la donna da tempo lavora, in realtà non sia la persona che sostiene di essere. Qualche tempo dopo, il direttore non solo confessa di non essere il vero Edward, ma si dice convinto di esserne l’assassino. Alfred Hitchcock affronta con innegabile maestria l’universo della psicanalisi, senza comunque raggiungere le vette dei suoi capolavori precedenti. Tornerà sull’argomento diverse volte (con risultati sempre eccellenti) in classici come
La donna che visse due volte, Psyco
e
Marnie
. Le scene dei sogni (le migliori del film e, giustamente, le più note) sono state curate da Salvator Dalì. Hitchcock compare in un cameo come un uomo che porta un violino uscendo da un ascensore. Sei nomination all’Oscar, ma statuetta solo per la colonna sonora.
(andrea tagliacozzo)

Le nevi del Kilimangiaro

Durante un safari in Africa, lo scrittore Harry Street rimane gravemente ferito. Mentre la moglie lo assiste devotamente, l’uomo, agonizzante, rievoca i momenti salienti della sua travagliata esistenza. Il film, un po’ troppo enfatico, è realizzato con grande professionalità, ma tradendo lo spirito di
Verdi colline d’Africa,
il romanzo di Ernest Hemingway dal quale è tratto. Anche il finale è assai diverso da quello del libro. Buono ma sostanzialmente sprecato il cast.
(andrea tagliacozzo)

Il padre della sposa

Stanley Banks viene colto di sorpresa quando Carla, sua figlia, annuncia in famiglia che intende sposarsi con il giovane Poldo Herbert. Le spese del matrimonio, ovviamente, saranno a carico del padre della sposa. L’uomo vorrebbe organizzare un ricevimento piccolo e non troppo costoso, ma la moglie e la figlia sono di diverso avviso e finiscono per cacciarlo nei guai. Magistrale interpretazione di Spencer Tracy, vero mattatore di un film costantemente inventivo e divertente. Praticamente perfetta anche la sceneggiatura di Albert Hackett e Francis Goodrich e la regia di Minnelli.
(andrea tagliacozzo)

Il sospetto

Una ragazza sposa, contro il volere dei genitori, un affascinante giovanotto e va a vivere con lui in una lussuosa villa. Ben presto però l’uomo si rivela uno spiantato bugiardo che vive di espedienti. Dal romanzo «Before the Fact » di A.B. Cox, un thriller psicologico abilmente costruito che, nonostante i compromessi con la produzione (che praticamente impose un lieto fine, anche se ambiguo), contiene numerosi momenti d’antologia. Tra tutti, la famosa sequenza del bicchiere di latte che si presume avvelenato, reso luminoso da una lampadina posta all’interno. La bravissima Joan Fontaine – più giovane di un anno della già famosa sorella Olivia de Havilland – vinse meritatamente l’Oscar 1941.
(andrea tagliacozzo)

Lo spia dai due volti

Lungometraggio tratto da un episodio (originariamente intitolato
The Doubles Affair)
della serie televisiva americana
U.N.C.L.E.
. Una banda internazionale di spie sostituisce Napoleon Solo, il migliore degli agenti della U.N.C.L.E., con un perfetto sosia. Il vero Solo, però, riesce a sfuggire agli uomini che lo tenevano prigioniero. Divertente, ma niente di più che un telefilm enormemente dilatato.
(andrea tagliacozzo)

Intrigo internazionale

In seguito a un equivoco, un agente pubblicitario viene coinvolto in un complicato intrigo di spionaggio internazionale. Ricercato dalla polizia per un omicidio che non ha commesso, l’uomo viene aiutato da una bella sconosciuta. Ma poi scopre che anche questa è una spia. Summa del cinema di Hitchcock, con la sua perfetta fusione tra thriller e commedia nel più puro stile del maestro del brivido. Trama arzigogolata (perfino lo stesso Cary Grant durante le riprese non riusciva a capire cosa stesse succedendo) funzionale all’atmosfera di completa perdita dell’orientamento che voleva creare il regista. Non poche le sequenze da antologia del cinema: una su tutte (se non la migliore, sicuramente la più famosa) quella in cui Cary Grant viene inseguito da un aeroplano in mezzo a una landa desolata.
(andrea tagliacozzo)

Tarantola

Uno scienziato inietta un siero radioattivo in una tarantola che, in breve tempo, assume proporzioni gigantesche e fugge dal laboratorio, spargendo il panico nella zona. Un divertentissimo film di serie B, ricco di spunti ed effetti speciali, ben diretto dal maestro del genere Jack Arnold. Verso la fine del film compare, in un piccolo ruolo, Clint Eastwood, che proprio in quello stesso anno aveva esordito nel cinema in un altro film dello stesso regista, La vendetta del mostro.

Il caso Paradine

Una donna dell’alta borghesia viene accusata dell’omicidio del marito, ricco e cieco. Il suo avvocato si innamora di lei e trova un colpevole ideale nel giardiniere. Ma Lady Paradine è una vittima o un essere diabolico? Tratto da un romanzo di Hichens, un capitolo considerato «minore» anche dallo stesso regista. Gli schemi del film processuale sono rispettati fino in fondo, la vicenda non ha grandi sorprese e secondo Hitchcock c’erano anche degli errori di casting. Ma la cosa che colpisce di più, a rivederlo oggi, è la ferocia e la morbosità delle relazioni fra i personaggi: tutti malvagi al limite del grottesco, in particolare il laido giudice Laughton. Per ritrovare una tale misantropia bisognerà aspettare
Gli uccelli
o i lavori dell’allievo francese Chabrol, uno che da questo film ha sicuramente imparato molto. Su tutti si staglia una statuaria e sensuale Alida Valli, in un ruolo alla Ingrid Bergman ma con guizzi demoniaci e perversi.
(emiliano morreale)