La venexiana

Un giovane forestiero arriva in visita a Venezia durante la Festa del Ringraziamento. In una sola notte diviene la preda di due bellissime aristocratiche del luogo. Tratto da una commedia di un anonimo del Cinquecento, un film pseudoerotico estremamente ben fotografato (da Beppe Lanci) ma privo di nerbo, idee e reale divertimento. Jason Connery è il figlio del ben più celebre Sean.
(andrea tagliacozzo)

Viuuulentemente… mia

Un poliziotto riesce a gabbare una finanziera, resistendo in modo impeccabile ai suoi corteggiamenti. Ma, come premio, viene trasferito in Barbagia. Buon per lui, ci sarà però un lieto fine. Purtroppo niente di simile a Eccezzziunale…veramente. Si salva Abatantuono, che in pratica ripete sempre le sue gag. Un film che, non avendo nulla da dire, non poteva far altro che riuscire noioso dal primo all’ultimo minuto.

L’innocente

L’ultimo lavoro di Luchino Visconti, realizzato poco prima della morte avvenuta il 17 marzo 1976, tratto dal romanzo di Gabriele D’Annunzio. Il ricco possidente Tullio Hermil non perde occasione per tradire la moglie Giuliana. Questa, dal canto suo, si consola con un giovane scrittore dal quale ha un figlio. La regia di Visconti, come al solito pregevole dal punto di vista formale, è meno efficace che in altre occasioni, fin troppo fredda e distaccata dalla vicenda e dai suoi protagonisti. D’altronde, il film è stato diretto dal cineasta in precarie condizioni di salute, costretto su una sedia a rotelle da un male incurabile. (andrea tagliacozzo)

Il turno

Pepè Alletta, spiantato nobile siciliano, s’innamora della bellissima Stellina Ravì, che può ammirare solo con un binocolo perché segregata in casa dal padre. Ma a sposare la bella giovane è invece il vecchio e decrepito Don Diego Alcozer, da tempo pretendente alla sua mano. Tratto dal romanzo di Pirandello, originariamente ambientato agli inizi del Novecento, e trasportato negli anni Cinquanta dagli autori del film. Nonostante il cast, un guazzabuglio quasi inguardabile.
(andrea tagliacozzo)

Rimini Rimini

In un’estate caldissima, s’intrecciano le avventure di alcuni villeggianti – tra i quali, un pretore moralista, un giovane prete, una suora straniera, un artista di varietà e altri ancora – sulle spiagge assolate di Rimini. Film come questo riescono nell’impresa di rivalutare le sciocche ma dignitose commedie balneari degli anni Sessanta. Nel 1988, la pellicola avrà un seguito intitolato
Rimini Rimini
un anno dopo, diretto dal fratello di Sergio Corbucci, Bruno.
(andrea tagliacozzo)

Grandi magazzini

I locali dei Grandi Magazzini ospitano una numerosa schiera di variegati personaggi che vanno dal direttore affascinante allo sfortunato fattorino, dai ladri pasticcioni al giovane commesso, fino ad arrivare all’ambizioso capo del personale. Il classico elefante che partorisce il topolino: un cast davvero imponente per un film sciatto e scarso di trovate. Si salvano in pochi. Tra questi, spicca Nino Manfredi, nel ruolo di un attore costretto a lavorare per la pubblicità, che fa spiritosamente il verso a se stesso.
(andrea tagliacozzo)

Gran bollito

Lea, una napoletana trapiantata da molti anni in una città del Nord, è morbosamente attaccata al figlio Michele. Quando questi si fidanza, la donna, per il timore di vederlo andar via, fa un patto con la Morte, sacrificandole tre amiche zitelle, dai corpi delle quali ricava sapone e biscotti. Il tono grottesco del film poco si addice a un regista come Mario Bolognini, che comunque fa un buon uso del cast messogli a disposizione (curioso, infatti, l’impiego di tre interpreti maschili nei panni del trio di zitelle). Il soggetto è ispirato alla vicenda della «saponatrice di Correggio», Leonarda Cianciulli, che con le sue gesta inorridì l’Italia intera.
(andrea tagliacozzo)

Mio Dio come sono caduta in basso

La nobile siciliana Eugenia di Maqueda, allevata dalle suore e cresciuta lontano dal padre, che vive a Parigi, sposa il giovane Raimondo Corrao. Prima che il matrimonio tra i due possa essere consumato, dalla capitale francese giunge una lettera nella quale il padre comunica alla ragazza che il neo marito è in realtà suo fratello. Scritto e diretto dallo stesso Comencini, un film non del tutto riuscito, in gran parte costruito sull’avvenenza della Antonelli.
(andrea tagliacozzo)