Conflitto di classe

Un battagliero avvocato intraprende un’azione legale contro un’azienda produttrice di automobili non rispettosa delle norme, mentre l’altezzosa figlia rappresenta la sua controparte. Le interpretazioni brillanti delle due star nei ruoli dei combattivi padre e figlia rendono questo film degno di essere visto, sebbene la storia diventi ovvia nel momento clou.

Uomini al passo

Esordio dietro alla macchina da presa di Martin Sheen. Nel 1965, il giovane disertore Franlin Bean viene inviato in un campo di prigionia militare in Germania. Il rapporto con i compagni, tutti afroamericani, è tutt’altro che idilliaco. La reclusione è resa ancora più difficile dalla severità del superiore, il sergente McKinney. Un’opera prima senza macchia e senza lode. La trama è un po’ scontata, mentre i personaggi avrebbero meritato un maggiore approfondimento psicologico.
(andrea tagliacozzo)

Rusty il selvaggio

Ambiziosa opera d’atmosfera tratta dal romanzo per grandi e piccoli di Susan E. Hinton su un adolescente alienato che vive all’ombra di suo fratello maggiore. Intenso dal punto di vista emozionale, ma confuso e distante; altamente stilizzato, dal punto di vista visivo (girato per la maggior parte in bianco e nero) e sonoro (con una partitura impressionista di Stewart Copeland). Terzo film di Dillon tratto da un romanzo di Hinton, il secondo per Coppola (dopo I ragazzi della 56a strada).

Giardini di pietra

Storia ben recitata, ambientata fra le milizie territoriali stanziate presso il National Cemetery di Airlington durante la fase acuta della guerra del Vietnam e incentrata sulla figura di un giovane soldato deciso a partire per il fronte. Il film è tenuto in piedi da grandi intepretazioni, ma sul finale i dialoghi, e l’ispirazione stessa, diventano affettati. Non aiuta la musica funerea di Carmine Coppola. Jones ruba la scena con un personaggio dal cuore tenero. I veri genitori della giovane Mary Stuart, Peter Masterson and Carlin Glynn, interpretano lo stesso ruolo sul grande schermo.