Panic Room

Subito dopo aver divorziato da un boss dell’industria farmaceutica, Meg si trasferisce insieme alla figlia Sarah in un appartamento a tre piani nel cuore di Manhattan. Appartenuta a un miliardario da poco scomparso, la casa è dotata di un rifugio con muri in cemento armato, linea telefonica indipendente da quella principale, sistema di ventilazione autonomo e monitor che consentono di sorvegliare tutte le altre stanze. I nuovi inquilini sanno che l’ex proprietario ha fatto costruire questa stanza per rifugiarvisi nel caso di visite da parte di malintenzionati ma quello che Meg e Sarah ignorano è che, sotto il pavimento, sono nascosti buoni del tesoro per svariati milioni di dollari. Durante la loro prima notte nella nuova casa, madre e figlia vengono svegliate dall’arrivo di uno sgangherato trio di ladri, decisi ad andarsene solo dopo essersi impadroniti del tesoro. Verranno tenuti in scacco per tutta la notte dalle due padrone di casa, blindatesi nella «Panic room» ma impossibilitate a chiamare aiuto poiché la linea telefonica del rifugio non è ancora stata attivata. Già regista di
Seven
e
Fight Club
, David Fincher mette in scena un thriller interamente ambientato fra le mura domestiche, affidando a un’ottima Jodie Foster il ruolo di una madre che, pur soffrendo di claustrofobia, vince le sue paure e lotta a viso aperto contro chi ha osato violare il suo nido. Jared Leto, Forest Whitaker e Dwight Yoakam sono tre ladri un po’ pasticcioni ma, per motivi diversi, fermamente intenzionati a mettere la mani sul bottino, mentre l’adolescente Kristen Stewart è una figlia sofferente di diabete che riuscirà a intenerire uno dei malviventi. Fincher riesce a mantenere alta la tensione per tutta la durata del film, spingendo lo spettatore a identificarsi in Meg e a ragionare insieme a lei sulle possibili mosse per mettere in trappola i tre intrusi e passare dal ruolo di vittima predestinata a quello di carnefice. Per il ruolo della Foster, al quarto mese di gravidanza nel giorno dell’ultimo ciak, era stata in origine scelta Nicole Kidman. L’attrice australiana si è però rotta un ginocchio durante uno dei primi giorni di lavorazione, costringendo i produttori a «ripiegare» sulla protagonista de
Il silenzio degli innocenti
. I risultati al botteghino, oltre trenta milioni di dollari incassati durante il primo weekend di programmazione, non ne hanno certo risentito.
(maurizio zoja)

Eclipse

Bella si trova di nuovo in pericolo: a Seattle c’è una serie di misteriosi omicidi, e una vampira crudele continua a cercare vendetta.

Nel frattempo Bella è costretta a scegliere tra il suo amore per Edward e l’amicizia per Jacob, sapendo che la sua decisione potrebbe scatenare una lotta tra vampiri e lupi.

La consegna dei diplomi si avvicina, e Bella ha di fronte a sé la decisione più importante della sua vita.

Adventureland

James si è da poco laureato e non vede l’ora di godersi l’estate con un lungo viaggio attraverso l’Europa. Ma i suoi genitori non sono proprio dello stesso avviso e lo obbligano a trovarsi un lavoro estivo per cominciare ad entrare nella “mentalità”. Si renderà conto che le opportunità non sono molte e dovrà accontentarsi di un lavoro mal pagato in un parco divertimenti: nonostante le premesse, questa sarà una delle esperienze più belle della sua vita.

Twiligh Saga – New Moon

In seguito allo sfortunato diciottesimo compleanno di Bella, Edward Cullen (Robert Pattinson) e la sua famiglia abbandonano la città di Forks, Washington, cercando di proteggerla dalle minacce del loro mondo. Bella trascorre il suo ultimo anno di scuola con il cuore infranto, completamente assente ed isolata dal mondo. Edward riappare a Bella solo quando lei si trova in situazioni estremamente pericolose, e proprio questa stranezza la spingerà a ricercare, ed inseguire, in ogni modo il rischio! Con l’aiuto del suo amico d’infanzia Jacob Black (Taylor Lautner), Bella sistema una vecchia motocicletta che l’accompagnerà in tutte le sue avventure. Bella si lascia lentamente andare, e sempre più coinvolgere dal rapporto speciale che sta nascendo con Jacob, membro della misteriosa tribù Quileute, anche lui custode di un segreto soprannaturale. Quando per un incontro casuale Bella si trova di nuovo di fronte a un vecchio nemico, solo grazie all’intervento di un branco di lupi incredibilmente grandi riesce a salvarsi da un orribile destino. L’incontro è l’agghicciante prova che Bella è ancora in grave pericolo. In una corsa contro il tempo, Bella scopre il segreto dei Quileutes ed il vero motivo per il quale Edward l’ha lasciata. Bella decide di affrontare una riunione che potrebbe essere mortale con il suo amore, una soluzione del tutto lontana da quella in cui aveva sperato.”

La sicurezza degli oggetti

Jim, che ha vissuto finora solo per il suo lavoro, sgattaiola fuori di casa, quando la moglie è ancora a letto e i bambini litigano in cucina. Esther va a fare la spesa prima di prendersi cura del figlio, in coma dopo un incidente. Annette, lasciata dal marito con due figlie, litiga con la primogenita perché non può mandarla al campeggio. Ed Helen prepara la colazione a figli e marito, anche se quella vita le va stretta. Quattro famiglie, nella tipica provincia americana. La villetta con garage, il giardino (e il giardiniere), il tagliaerba, la piscina, la lavastoviglieultimomodello, i litigi con i figli, la Barbie (una trovata mirabile l’innamoramento del ragazzino per la bambola), le crisi matrimoniali, il centro commerciale, il dramma di un ragazzo sfortunato… La solita vita. Una vita normale. Quattro famiglie, attaccate alle loro cose, alla loro casetta, al lavoro, alla routine, alla sicurezza della quotidianità. Una sicurezza mandata in frantumi quando quell’incidente distrugge la vita di Paul e della sua famiglia. Ma non solo la loro…

Un bel film questo
La sicurezza degli oggetti.
Nel filone iniziato da Altman con le piccole storie incrociate di
America oggi.
E poi rivisto un po’ in
American Beauty
un po’ in
Magnolia.
Protagonista, qui, la normalità di medie famiglie americane nella media provincia statunitense. Dove la vita è scandita però da una routine che trasmette più angoscia che sicurezza, più oppressione che tranquillità, nonostante l’ironia e il sarcasmo che non mancano. Qui si intersecano le più o meno tranquille esistenze di quattro nuclei familiari uniti non solo dal fatto di essere vicini di casa ma anche da quell’incidente. Efficace l’intrecciarsi delle quattro storie solo apparentemente slegate. E bravissimi gli attori, primi fra tutti Glenn Close e Dermot Mulroney. Ma, se uscendo dal cinema avete un grosso peso sullo stomaco, non siete i soli.
(d.c.)

The Messengers

La famiglia Solomon (padre, madre, la figlia adolescente Jess e il piccolo di tre anni, Ben) si trasferisce dalla caotica Chicago in una sperduta fattoria del North Dakota. Un luogo decadente, quasi abbandonato, in cui i Solomon cercano il riscatto dopo anni di avversità. La meno entusiasta sembra essere Jess, ancora legata al ricordo dei vecchi amici.