La fonte meravigliosa

Da un romanzo di Ayn Rand. Un giovane architetto rinuncia al facile successo pur di non tradire le sue idee rivoluzionarie e si riduce a lavorare in un miniera. Qui s’innamora della figlia del padrone, Dominique, che ricambia i suoi sentimenti. Ma il giovane, chiamato a New York per ragioni di lavoro, sparisce improvvisamente. A dispetto dell’ottimo cast e del regista, un lavoro non eccezionale, anche se può contare su un buon numero di estimatori. (andrea tagliacozzo)

Maschere di celluloide

Deliziosa commedia muta su una ragazza di campagna che arriva a Hollywood in cerca di successo — lo troverà, ma non come si era aspettata. Il miglior film su misura per la Davies conferma il suo talento comico e offre un vivace sguardo dietro le quinte del mondo del cinema. Fra le divertenti comparsate di alcuni ospiti di lusso anche il regista Vidor, che interpreta se stesso nella scena finale.

La cittadella

Superbo adattamento del romanzo di A.J. Cronin su un dottore fallito (Donat) che rinuncia agli ideali per ottenere denaro sfruttando le paure di ricchi ipocondriaci, dimenticandosi completamente di moglie e amici. Una tragedia, però, gli aprirà gli occhi. La buona recitazione compensa un finale debole. Hanno contribuito alla sceneggiatura Frank “Spig” Wead, Emlyn Williams, Ian Dalrymple, Elizabeth Hill e John Van Druten. Rifatto in Gran Bretagna come serie tv. Quattro nominatio, tra cui Miglior Film e Regia.

Guerra e pace

Il complicato romanzo di Tolstoj perde molta della sua forza, diventando prolisso e troppo semplificato. Il cast di tutte stelle e le spettacolari scene di battaglia (dirette da Mario Soldati) non possono compensare una sceneggiatura rozza (alla quale hanno contribuito sei autori tra i quali anche il regista Vidor) e alcuni marchiani errori di casting. Rifatto con molto più successo nel 1968. VistaVision.

L’uomo senza paura

Due cowboys, gli amici Dempsey e Jeff, trovano lavoro nel ranch della ricca e bella Reed. Quando Dempsey si accorge che la donna conduce i suoi affari a scapito dei piccoli allevatori della zona, decide di schierarsi dalla loro parte. Splendida interpretazione di Kirk Douglas (che in una sequenza addirittura canta e suona il banjo) in un western atipico e decisamente sopra la media sceneggiato da Borden Chase. Un rifacimento del film intitolato Quando l’alba si tinge di rosso verrà realizzato nel ’68 da James Goldstone. (andrea tagliacozzo)

Nostro pane quotidiano

King Vidor. Karen Morley, Tom Keene, John Qualen, Barbara Pepper, Addison Richards, Harry Holman. Esperimento epocale del sempre innovativo Vidor, che uscì dallo “studio system” per realizzare questo ardito dramma del “ritorno alla terra” sulla vita di una comunità. Sfortunatamente la recitazione — specie quella del protagonista Keene — è tanto pedestre da sabotare il film. La sequenza clou dell’irrigazione è comunque famosa, e con merito.

Duello al sole

In Texas, intorno al 1880, Pearl, una meticcia bella e passionale, è contesa da due fratelli, il romantico Jack e Lew, un domatore di cavalli dall’indole violenta. Una gelosia folle e incontrollata spinge quest’ultimo a uccidere il fratello rivale. Alla realizzazione del film, che si avvale di una splendida fotografia a colori e di una Jennifer Jones di rara sensualità, collaborarono ben quattro registi (Vidor, William Dieterle, Otto Brewer e Josef von Sternberg). La trama sfiora spesso la stupidità, ma la realizzazione tecnica e il bellissimo finale la riscattano ampiamente. (andrea tagliacozzo)

Passaggio a Nord-Ovest

Intorno al 1760, mentre Francia e Inghilterra combattono per il dominio del Nord America, il maggiore Rogers e i suoi rangers hanno il compito di compiere una spedizione punitiva contro un villaggio di indiani, alleati dei francesi. Spettacolare adattamento cinematografico di un romanzo di Kenneth Roberts ispirato alla controversa figura del maggiore Robert Rogers, capo storico dei rangers. (andrea tagliacozzo)

Salomone e la regina di Saba

Sgargiante spettacolo con la fascinosa Gina e lo stoico Brynner che se la spassano ai tempi della Bibbia. Tyrone Power morì durante le riprese in Spagna e fu rimpiazzato da Brynner che rigirò le prime scene di Power. Alcune sequenze mostrano ancora Power, non Brynner. Ultimo film da regista di Vidor. Riportato a 139 minuti su laserdisc. Super Technirama 70.

Alleluja!

Il primo grande successo sonoro di King Vidor, uno sguardo stilizzato sulla negritudine incentrato su un raccoglitore di cotone del Sud che, pur diventando un predicatore, conserva alcune umanissime debolezze. Irrimediabilmente datato sotto alcuni aspetti, e insopportabilmente melodrammatico, ma tutto sommato toccante. Belle le riprese on location e assolutamente sopra la norma le sequenze musicali.