Il falò delle vanità

La vita di un potente manager di Wall Street va in pezzi quando la moglie scopre la sua relazione extraconiugale, e lui e l’amante — coinvolti in un incidente stradale — scappano senza prestare soccorso. Le sfumature e lo spessore del romanzo di Tom Wolfe da cui il film è tratto scompaiono completamente, e i personaggi vengono trasformati in caricature stereotipate. Un penoso spreco di soldi e talento. F. Murray Abraham interpreta il procuratore distrettuale del Bronx. Super 35.

Charlot (Chaplin)

Riverente e amorevole biografia di Charlie Chaplin: dalla squallida infanzia a Londra ai primi passi da regista con Mack Sennett, alla fama e al successo internazionale e agli scandali. Downey è incredibilmente bravo nei panni del protagonista; il film inizia alla grande, ma scende di livello verso la metà e cerca di mettere troppa carne al fuoco. Geraldine Chaplin interpreta la propria nonna, la nevrotica e dispotica madre di Charlie.

Omicidio in diretta

L’inizio del film vale da solo la visione: piano-sequenza di 12 minuti (ma c’è il trucco) su un Nicolas Cage che deve proteggere un pezzo grosso della Difesa e ci guida su e giù per il palazzetto dello sport in cui sta per aver luogo un match di pugilato che (grazie allo stesso piano-sequenza) sappiamo truccato. De Palma non lascia un attimo di respiro, e sembra davvero che il suo gioco sui punti di vista non sia fine a se stesso. Ma dopo un quarto d’ora il film in pratica finisce: il resto è un ordinario giallo dall’andamento quasi televisivo, una puntata di un qualsiasi telefilm da prima serata. Nicolas Cage non vale granché, ma qui neanche la Gugino e addirittura il superbo Sinise brillano. Qualche impennata in sottofinale, e il sospetto che De Palma sia oramai un prestigiatore e basta. Ma, con l’aria che tira, vogliamo buttar via un quarto d’ora di montagne russe audiovisive? (emiliano morreale)

Godzilla

Godzilla

mame cinema GODZILLA - STASERA IN TV IL FAMOSO KOLOSSAL scena
Una scena del film

Remake dell’omonimo film giapponese del 1954, Godzilla è un kolossal fantascientifico ambientato nella Polinesia Francese. Lì, infatti, i francesi stanno effettuando test atomici. Gli unici abitanti di questi atolli, le iguane, vengono quindi esposti alle radiazioni e si trasformano in mostri giganteschi. Ma solo una di queste creature sopravvive: è Godzilla, che riesce ad arrivare fino a New York. Ovviamente, si scatena il panico e il terrore per le strade.

Che cosa succederà ai newyorkesi? Ci sarà qualcuno in grado di fermare questa terribile creatura? Oppure, saranno proprio gli umani a pagare le conseguenze dei loro pericolosi esperimenti? E, soprattutto, la creatura è unica o è forse in grado di riprodursi?

Curiosità

  • Il regista del film, Roland Emmerich, ha diretto anche il celebre Independence Day.
  • Prima della distribuzione di Independence Day, Emmerich e il produttore Dean Devlin accettarono l’incarico di produrre la pellicola, ma a condizione di farlo come volevano. Inizialmente, però, avevano entrambi rifiutato l’incarico.
  • Emmerich decise di reinventare il mostro protagonista, affermando che il disegno originale giapponese era privo di senso.
  • Godzilla del 1998 è il ventitreesimo film della serie, ma è stato il primo a essere prodotto interamente in uno studio cinematografico americano.
  • Furono progettati dei sequel, ma si preferì una serie di cartoni animati intitolata Godzilla: The Series.
  • Le scene ambientate a New York durarono 13 giorni, mentre quelle tropicali furono girate alle Hawaii.
  • Le riprese vennero accelerate per far coincidere l’uscita della pellicola con il Memorial Day.
  • Nonostante sia stato il nono film più redditizio in America, ha vinto due Golden Raspberry Awards del 1999 per il peggior remake/sequel e per la peggior attrice non protagonista.

La seconda guerra civile americana

La seconda guerra civile americana dimostra come Joe Dante sia il più intelligente e caustico cineasta statunitense della generazione cresciuta negli anni della guerra fredda. Benché ampiamente rimaneggiato dall’emittente televisiva Hbo che lo produce, il film resta uno dei grandi capolavori degli anni Novanta. Di sicuro la più perfida satira sul conflitto tra capitalismo e povertà, nonché un’impareggiabile riflessione sul fallimento del melting pot americano. Da La seconda guerra civile americana si potrebbero tranquillamente ricavare elementi per sbeffeggiare le tendenze separatiste che con esiti tragici (come nei Balcani) o ridicoli (come nel Nord Italia) hanno caratterizzato la geopolitica della fine del XX secolo e messo in discussione l’ottimismo della globalizzazione. Non mancano naturalmente, come nei migliori film di Dante, bordate alla vocazione guerrafondaia e fascistoide dei militari, alla demenzialità isolazionista della politica o al rimbecillimento collettivo alimentato dai network televisivi. Lo spunto narrativo? Uno degli stati americani (l’Idaho), per protesta contro il flusso di immigrati, è pronto alla secessione. E sarà guerra senza quartiere, come diceva Archer, l’emissario dei Gorgonauti di Small Soldiers . Semplicemente geniale. (anton giulio mancino)

Hot Shots!

Il regista Jim Abrahams – che assieme ai fratelli Zucker aveva preso in giro i film catastrofici con L’aereo più pazzo del mondo e le pellicole di spionaggio con Top Secret – fa il verso ai personaggi e le situazioni di Top Gun. Topper Harley (Charlie Sheen) è un valoroso pilota che torna nell’esercito per compiere una missione suicida. Qualche trovata risulta divertente, ma la formula demenziale alla lunga si è fatta ripetitiva e comincia a stancare. (andrea tagliacozzo)

Cara mamma, mi sposo

A trentacinque anni, Danny Muldoon, corpulento poliziotto di Chicago, vive ancora con la madre Rose, una bisbetica signora irlandese. Quando il giovanotto decide di sposare l’italoamericana Theresa, estetista in una impresa di pompe funebri, la madre fa di tutto per dissuaderlo dai suoi propositi. I momenti migliori di questa deliziosa commedia sono le fantasie del protagonista che vedono la madre, interpretata da una formidabile Maureen O’Hara, in constante pericolo. Bravo anche John Candy. Apparizione a sorpresa per Macauly Culkin, lo scatenato ragazzino di Mamma ho perso l’aereo . (andrea tagliacozzo)

Reazione a catena

Un tecnico che sta lavorando a un progetto sull’energia a idrogeno è accusato di aver provocato una devastante esplosione e fugge con una sua collaboratrice. Ma cosa c’è davvero dietro tutti questi loschi traffici? Assurdo e poco ispirato mix di azione, inseguimenti e spunti di thriller politico, che riesce a stento a essere credibile.

1492 – La conquista del Paradiso

L’esploratore Cristoforo Colombo è convinto di poter raggiungere la Cina viaggiando per mare verso occidente. Il progetto, respinto dai dotti dell’università di Salamanca, interessa all’armatore Martin Alonzo Pinzon, che si dichiara disposto, con l’appoggio della regina di Spagna, a finanziare la spedizione. Ambizioso, sfarzoso, ma irrimediabilmente vuoto e privo di momenti emozionanti, nonostante il gusto figurativo del regista e l’evidente impegno di Depardieu. Il film è stato realizzato contemporaneamente a
Cristoforo Colombo: la scoperta
, dedicato allo stesso argomento.
(andrea tagliacozzo)