Il seme della follia

Dalla sua cella imbottita, un disperato Neill racconta a Warner la sua storia: assunto per ritrovare lo scrittore di horror Prochnow, che è scomparso, si è ritrovato in una cittadina del New England. Ma poi la gente, i luoghi e persino la realtà hanno cominciato a subire orribili trasformazioni. I primi due terzi del film sono tra le cose migliori di Carpenter, e Neill è straordinario; ma l’ultimo terzo diventa inutilmente oscuro, e il finale è pretenzioso ma deludente. Tratto, seppur non dichiaratamente, da H.P. Lovecraft. Panavision.

Un’arida stagione bianca

A metà degli anni Settanta, in Sud Africa, un insegnante bianco si scontra con le autorità per rendere giustizia a un ragazzo nero, ucciso dalla polizia durante una dimostrazione. Lodevole nelle intenzioni, la pellicola è però malamente sostenuta da una regia poco più che mediocre. Dal canto suo, Marlon Brando, carismatico come sempre anche se relegato in un ruolo di secondo piano, ha ricevuto una nomination all’Oscar come attore non protagonista. Tratto dall’omonimo romanzo di André Brink. (
andrea tagliacozzo
)

Dredd – La legge sono io

Brutto e scadente adattamento di un libro a fumetti ambientato in un mondo futuro di caos urbano, dove una polizia “new age” ha il potere di “giudicare” — e uccidere, se necessario — sul posto. Il giudice Dredd (Stallone) è coinvolto in un complotto molto più grande e insidioso di quanto non si renda conto. Qualche interessante sviluppo si perde in un mare di violenza dai contorni duri, effetti speciali da videogame e una recitazione sopra le righe. Nella versione originale, la voce narrante d’apertura è di James Earl Jones; James Remar e Scott Wilson appaiono non accreditati. Panavision.

La fortezza

Michael Mann – all’epoca produttore della serie tv
Miami Vice
– dirige un horror atipico ambientato in Romania durante l’ultima Guerra Mondiale. Un reggimento tedesco s’installa in un castello per adibirlo a fortezza, ignaro della presenza di un essere mostruoso che comincia a fare strage di soldati. Ma un’entità aliena viene in soccorso dei superstiti, ingaggiando con il mostro una lotta senza esclusione di colpi. Non all’altezza dei successivi lavori del regista, ma con diversi punti d’interesse.
(andrea tagliacozzo)

La settima profezia

Alcune premonizioni convincono Abby Quinn, in attesa di un figlio, che qualcosa di terribile sta per accadere. Sei delle sette profezie che precedono l’Apocalisse si sono già realizzate. La giovane donna si convince che la settima e decisiva profezia riguarda lei e il suo bambino. Un spunto quasi affascinante, anche se il film, decisamente confuso, non decolla mai.
(andrea tagliacozzo)

House of the Dead

Horror di basso profilo, basato su una serie di videogame, che segue i sin troppo prevedibili destini di alcuni giovani decerebrati attirati su un’isola abitata da zombi. Girato con trascuratezza e inetto al limite della demenza. Il personaggio di Prochnow si chiama “Capitano Kirk”: che trovata intelligente!

Beverly Hills Cop II – Un piedipiatti a Beverly Hills II

Seguito di
Beverly Hills Cop – Un piedipiatti a Beverly Hills
. Axel Foley, spericolato poliziotto di Detroit, apprende che l’amico californiano Billy Rosewood è stato ferito in agguato da un misteriosa donna vestita di nero, Foley si precipita a Beverly Hills per indagare alla sua maniera. Un sequel stanco e inutile che ricalca senza fantasia i motivi che avevano decretato il successo del primo episodio. Eddie Murphy, autore anche del debole soggetto, è in discreta forma, ma la mano pesante del regista Tony Scott affossa definitivamente un film completamente privo di energia.
(andrea tagliacozzo)

Body of Evidence – Il corpo del reato

Dafoe, avvocato a cui nessuno vorrebbe rivolgersi, rimane sentimentalmente coinvolto con una sua cliente (Madonna), accusata di aver ucciso un amante facoltoso durante un gioco erotico particolarmente violento. Le scene di sesso sono più scoraggianti che eccitanti. In circolazione c’è, ovviamente, anche la versione non censurata.