Cleopatra

Uno dei kolossal più dispendiosi (e fallimentari) della storia del cinema, venne girato quasi interamente a Roma, negli studi di Cinecittà. Dopo aver sconfitto il rivale Pompeo, Giulio Cesare sbarca in Egitto dove fa salire al trono Cleopatra, sua futura sposa. Tornato a Roma, l’imperatore fa in modo che Cleopatra venga accolta con un grande trionfo. La Taylor è perfetta nel ruolo, ma il film, funestato da mille problemi durante la realizzazione, risulta interessante solo a tratti ed è troppo prolisso. Mankiewicz, che sostituiva l’esonerato Rouben Mamoulian, non ha particolari demeriti, se non quello di non essere riuscito a imporre il proprio stile al film. Nonostante tutto, vincitore di quattro Oscar.
(andrea tagliacozzo)

Eva contro Eva

Film trionfatore degli Oscar 1950: premiati il film, il regista, la sceneggiatura, il suono e George Sanders come miglior attore non protagonista. Con astuzie e sotterfugi, un’aspirante attrice di teatro riesce a soffiare una parte molto ambita a una collega affermata ma non più giovanissima. Parabola sull’ambizione, mirabilmente diretta e magistralmente interpretata. Nel cast, su tutti, spicca ovviamente la straordinaria Bette Davis. Tra gli interpreti, in una particina di scarso rilievo, una Marilyn Monroe ancora sconosciuta.
(andrea tagliacozzo)

Giulio Cesare

È la storia degli eventi che nel 44 a.c. portarono alla morte di Giulio Cesare (Calhern). Il grande condottiero muore in senato, sotto i colpi del figlio adottivo Bruto (Mason) e del traditore Cassio (Gielgud). Marco Antonio (un grande Marlon Brando) finge di schierarsi a favore della congiura ma, in un commovente discorso funebre, esorta i romani a ribellarsi contro gli assassini. Premio oscar per la scenografia

Il castello di Dragonwyck

Esordio alla regia di Joseph L. Mankiewicz, subentrato a Ernst Lubitsch (che purtroppo morirà un anno più tardi). Nel 1844, un ricco e tirannico latifondista di origini olandesi uccide la propria moglie, incapace di dargli il sospirato erede, e sposa una squattrinata cugina. La ragazza partorisce un bambino, che però non riesce a sopravvivere. L’uomo, amareggiato, medita di sopprimere anche la nuova consorte. Un film dalle atmosfere inquietanti, scritto dallo stesso Mankiewicz a partire da un racconto di Anya Seton.
(andrea tagliacozzo)