Highlander II – Il ritorno

Nel 2024, l’immortale Connor si scontra con alcuni biechi affaristi che, a scopo di lucro, vorrebbero mantenere lo scudo spaziale. Questo, costruito per proteggere la Terra dalla radiazioni solari, è divenuto ormai inutile dopo il ritorno alla normalità dello strato di ozono. Grande spreco di effetti speciali per una storia poco avvincente e alquanto confusa. Se il primo film era un po’ scemo ma godibile, questo seguito è invece davvero irritante.
(andrea tagliacozzo)

Point Break – Punto di rottura

A Los Angeles, il poliziotto dell’FBI Johnny Utha, appena giunto in città, indaga assieme al più esperto collega Angelo Pappas su una serie di rapine eseguite dalla stessa banda di criminali. Intuendo che i responsabili si nascondono tra i patiti del surf, Johnny s’infiltra nell’ambiente, entrando nel gruppo capeggiato dal mistico Bohdi. Un film d’azione apparentemente nella norma è portato a livelli stratosferici da una regia tiratissima, al cardiopalma, dal ritmo praticamente vertiginoso. Due, in particolare, le sequenze d’antologia: il lungo inseguimento tra Utha e Bohdi per le strade della città e il tuffo dall’aereo senza paracadute. (andrea tagliacozzo)

Talk Radio

Barry gestisce un «microfono aperto» in una piccola radio locale americana. Abile, grintoso, provocatorio, il giovane difende ogni genere di minoranza etnica e sociale attirandosi le antipatie di alcuni intolleranti. Le numerose minacce di morte non lo spaventano. Film dalla atmosfere claustrofobiche che s’ispira alla vicenda di Alan Berg, il commentatore radiofonico ucciso nel 1984
da un gruppo neonazista. La macchina da presa di Oliver Stone volteggia abilmente intorno a Eric Bogosian senza dare respiro allo spettatore. Scritto dallo stesso Bogosian, da un suo lavoro teatrale. Uno dei miglior film di Stone.
(andrea tagliacozzo)

Platoon

Il giovane Chris, partito volontario per la guerra del Vietnam, è l’attonito testimone di ogni genere di atrocità e degli aspri contrasti tra lo spietato sergente Barnes e il più comprensivo sergente Elias. Una delle migliori pellicole sulla guerra del Vietnam (nonché una delle più riuscite dello stesso Oliver Stone), visionaria e vigorosa, di grande impatto spettacolare, anche se non priva della retorica e degli scivoloni didascalici che, con sempre maggiore evidenza, accompagneranno il regista nei suoi film successivi. Quattro Oscar, tra i quali miglior film, regia, suono e montaggio. In quello stesso anno, Stone aveva ricevuto anche altre due nomination (compresa quella per la sceneggiatura di
Salvador
).
(andrea tagliacozzo)