Mezzogiorno e mezzo di fuoco

Il primo grande successo firmato Mel Brooks è una rutilante parodia di western, con Little nei panni di uno stravagante sceriffo e Korman in quelli del cattivo Hedley Lamarr; la Kahn invece è una chanteuse simil-Dietrich. Non ci sarà più un altro film di Brooks tanto scompisciante: onore agli sceneggiatori Andrew Bergman, Richard Pryor, Norman Steinberg e Alan Uger, oltre ovviamente a Brooks. La title song è cantata da Frankie Laine. Tre nomination agli Oscar. Panavision.

Paper Moon – Luna di carta

Spettacolo imbattibile che ritorna agli anni Trenta di Damon Runyon, in cui l’ex detenuto interpretato da O’Neal adotta senza volerlo una ragazzina (sua figlia nella realtà) già parecchio scaltra di suo. Tatum fece qui il suo debutto sullo schermo e vinse l’Oscar per la sua bravura nel rubare la scena; anche la Kahn è uno spasso nel ruolo di Trixie Delight. Sceneggiatura di Alvin Sargent, dal romanzo Addie Pray di Joe David Brown. In seguito ha generato una serie tv.

Finalmente arrivò l’amore

Reynolds e la Shepherd non sono certamente Ginger e Fred. Questo tributo di Bogdanovich ai musical classici degli anni Trenta ha tutto ciò che i soldi possono comprare (scenografia, costumi), ma manca un cast appropriato. Lo stesso regista ha girato un’ulteriore versione per la televisione, della durata di 115 minuti.

In tre sul Lucky Lady

Il trio di star crea un team accattivante nei panni di contrabbandieri dilettanti degli anni Trenta che praticano nel dopolavoro un ménage à trois… ma la sceneggiatura si perde per strada e fatica ad arrivare a un debole finale, frettolosamente rigirato. Uno sfortunato spreco di talenti. Scritto da Willard Huyck e Gloria Katz.

Chinatown

A Chinatown, il quartiere cinese di San Francisco, l’investigatore privato Jack Gittes si occupa di un caso di infedeltà coniugale. Ma durante le indagini, che si fanno sempre più intricate, viene fuori ben altro. Roman Polanski rilegge alla sua maniera – decisamente inquietante – i temi classici del poliziesco e del noir, riservandosi un piccolo ma gustoso ruolo nei panni di un gangster. Nicholson tornerà a interpretare il personaggio di Gittes sedici anni più tardi ne
Il grande inganno
. Sceneggiatura, premiata con l’Oscar, di Robert Towne.
(andrea tagliacozzo)

L’ultimo spettacolo

Acuto ritratto (tratto da un romanzo di Larry McMurtry, sceneggiato dallo stesso Bogdanovich) della vita in una cittadina del Texas negli anni Cinquanta e di come le esistenze dei protagonisti finiscono per intersecarsi. Johnson e la Leachman vinsero l’Oscar per la loro eccellente interpretazione, ma tutto il cast funziona benissimo. Ottima la fotografia in bianco e nero di Robert Surtees. Debutto cinematografico della Shepherd. Con un sequel: Texasville. L’edizione speciale rieditata da Bogdanovich nel 1990 include sette minuti di materiale originariamente tagliato.