Final destination 3

Terzo episodio sul killer più infallibile della storia: la Morte. Questa volta toccherà a Wendy e ai suoi amici che, scampati da un terribile incidente sulle montagne russe di un parco divertimenti, dovranno lottare strenuamente per non concedere all’Oscura Mietitrice di finire il proprio lavoro.

They

Julia, un’intelligente studentessa di psicologia avviata verso una brillante carriera, sta cercando di mettere ordine nella sua vita. Ha un fidanzato rassicurante, Paul, di cui occuparsi e sta per discutere la tesi del dottorato. Una sera riceve un’inquietante telefonata dal suo ex fidanzato, il problematico Billy, il quale, sconvolto, lamenta strane visioni e incubi notturni. Recatasi a un appuntamento con il ragazzo, Julia assiste impotente al suicidio di Billy che si spara un colpo di pistola alla tempia. Al funerale incontra due amici del defunto che pare stiano avvertendo, in forma più leggera, gli stessi disturbi. Tornata a casa, anche la ragazza comincia a avere strane e terrificanti visioni notturne. Julia inizia a indagare sulle motivazioni di questi terrori di cui aveva sofferto da bambina, subito dopo aver vissuto il trauma del suicidio del padre. E scopre di avere in comune con gli altri un segreto terribile…

«Non spegnere la luce», spesso chiedono i bambini in quell’età in cui si ha paura del buio. E Robert Harmon ambienta proprio in quell’universo fatto di ombre e paure questo
They,
prodotto da uno dei maestri dell’horror: Wes Craven. Harmon si era già rivelato abile quando nel 1986 aveva diretto
The Hitcher
e questa pellicola, che lo riconcilia con il genere, ne è la conferma. L’oscurità della notte è l’universo di
They.
Rumori strani, sensazioni di paura e incubi terribili: Harmon ci porta per mano in un viaggio attraverso il terrore cercando di indagare sulle reazioni delle persone di fronte alla paura. Ma ha anche lavorato sul copione di Brendan Hood arricchendolo di dinamismo giovanile ed elementi soprannaturali che, a dire la verità, in qualche punto potevano essere risparmiati, puntando maggiormente sulla problematica dei turbamenti infantili e sui loro strascichi. La messinscena aderisce ai canoni dell’horror contemporaneo. Ciò che si non si vede, ciò che viene soltanto suggerito o relegato in un angolo della mente è di gran lunga più terrificante di quello che viene mostrato apertamente. Anche perché quando il mistero viene svelato, tutto il fascino delle atmosfere iniziali perde mordente. Le aspettative sul finale a sorpresa non vengono pienamente soddisfatte, ma si tratta forse di un problema di sceneggiatura più che di regia. Laura Regan, giovane attrice americana, presta il volto da ragazza della porta accanto a Julia, la protagonista, venandola di graduale ambiguità. È il primo ruolo importante per un’interprete sensibile e gradevole. Il resto del cast è formato da attori giovani e poco noti ma tutti credibili. Marc Blucas cui è affidato il ruolo del rassicurante Paul, proviene dai palcoscenici dei teatri off-Broadway, come Dagmara Dominczyk, che nella pellicola interpreta Terry. Craven non ha sbagliato puntanto su
They
che soddisferà i palati degli amanti del genere e non, anche senza proporre, di fatto, nulla di nuovo. E la sensazione che manchi quel qualcosa in più si avverte.
(emilia de bartolomeis)