Gervaise

Una straordinaria Maria Schell (vincitrice delle Coppa Volpi al Festival di Venezia) veste i panni di Gervaise in questa elegante trasposizione cinematografica de «L’assommoir» di Emile Zola. Nella seconda metà dell’Ottocento, una ragazza di campagna, minata nel fisico ma non nella voglia di vivere, si trasferisce a Parigi con l’intenzione d’aprire una lavanderia. Si sposa con un onesto falegname, ma questi, in seguito a un incidente sul lavoro, diventa alcolizzato. (andrea tagliacozzo)

La conversa di Belfort

Il percorso parallelo verso la grazia di Anne-Marie e Thérèse: la prima è una ragazza che entra nella congregazione domenicana di Betania, l’altra cerca nel convento solo un nascondiglio perché ha ucciso l’uomo che l’ha tradita e le aveva fatto scontare un’ingiusta pena in carcere. Opera prima del regista, dove già sono presenti i temi della lotta tra Bene e Male che affronterà in tutte le sue pellicole future, s’impose immediatamente per la rigorosa descrizione di un universo chiuso, sostenuta da una straordinaria fotografia e da un dialogo asciutto e penetrante.