Notte e dì

Biografia ampiamente romanzata del grande compositore americano Cole Porter (al quale viene attribuita perfino una moglie mai esistita). Appartenente a una famiglia di grandi tradizioni, il giovane Cole scandalizza i parenti quando decide di dedicarsi alla musica. Allo scoppio della prima guerra mondiale, il musicista si arruola e parte per l’Europa dove, in Inghilterra, conosce una graziosa infermiera. Eccellente, ovviamente, la colonna sonora.
(andrea tagliacozzo)

Giorni perduti

Dramma implacabile sull’alcolismo, una pietra miliare del cinema adulto hollywoodiano. Intensa interpretazione di Milland che gli valse l’Oscar. Ottimi ruoli di supporto del barista da Silva e dell’assistente della casa di cura Fayen. Ha vinto l’Oscar per miglior film, regista, attore, sceneggiatura (Wilder e Charles Brackett).

Paura in palcoscenico

Un’aspirante attrice copre involontariamente un omicida che tenta di scaricare il peso del proprio crimine sulla consorte, primadonna teatrale. Dopo una serie di peripezie, il colpevole verrà smascherato sulla scena.

Celebre soprattutto per il falso flashback da cui prende l’avvio,
Paura in palcoscenico
è un piccolo gioiello hitchcockiano, nonostante lo scarso amore che il regista e Truffaut gli portavano. Certo, il racconto è strutturato come una delle odiate trame alla Agatha Christie, e indubbiamente Jane Wyman non è un’interprete ideale né Richard Todd risulta convincente nella parte del villain. Tuttavia il film marca il ritorno dell’ingombrante cineasta nella natia Inghilterra, e
Paura in palcoscenico
emana proprio quell’atmosfera famigliare che caratterizzò i suoi film del periodo britannico. Il sarcasmo sornione di Marlene Dietrich non fa che esaltare questa confidenza: la sua maniera di trattare la Wyman è impareggiabile.
(francesco pitassio)