Giustizia privata

Clyde Shelton (Gerard Butler) è un onesto padre di famiglia la cui moglie e figlia vengono brutalmente assassinate nel corso di una rapina nella loro casa. Quando gli assassini vengono catturati, viene assegnato il caso a Nick Rice (Jamie Foxx), un fin troppo ambizioso procuratore di Philadelphia. Nick offre ad uno dei sospettati la possibilità di ottenere una sentenza lieve a patto che testimoni contro il suo complice.

Dieci anni dopo questi fatti, l’omicida rimasto impunito viene trovato morto. Clyde Shelton ammette con gelido distacco di averlo assassinato e avverte Nick: dovrà trovare il modo di riparare il difettoso sistema giudiziario che ha offeso la memoria della sua famiglia, altrimenti le figure chiave del processo moriranno una dopo l’altra.

Presto, Shelton inizia a mettere in atto le sue minacce, orchestrando dalla sua cella di prigione una serie di omicidi diabolicamente spettacolari che nessuno è in grado di predire o di evitare. La città di Philadelphia è in preda al panico mentre gli obbiettivi principali di Shelton vengono uccisi uno ad uno, con le autorità che sembrano incapaci di frenare il regno di terrore da lui messo in atto.

Solo Nick può fermare gli omicidi e per far ciò deve riuscire a battere in astuzia il brillante sociopatico, in una sorprendente gara di intelligenza, dove anche il minimo passo falso può significare la morte. Con la sua stessa famiglia ora nel mirino di Shelton, Nick si ritrova ad affrontare una disperata corsa contro il tempo e contro il suo avversario, che sembra sempre un passo davanti a lui.

Collateral

Max (Jamie Foxx) è un tassista che coltiva l’ambizione di mettersi in proprio. Ma se la realtà è sogno, non sempre è vero anche il contrario e perciò guida lo stesso cab da dodici anni con maniacale precisione, puntualità ed efficienza. Anche Vincent (Tom Cruise, per la prima volta «cattivo» sullo schermo) è puntuale, preciso ed efficiente. Di professione fa il sicario. La serata di Max sembra cominciare bene, con l’incontro di un’avvenente procuratore legale che gli lascia pure il suo biglietto da visita. Ma il cliente successivo è Vincent, il quale decide che sarà Max ad accompagnarlo nel suo raid per le strade di una Los Angeles notturna e lunare. Cinque i «contratti» relativi ad altrettanti testimoni scomodi che Vincent, in una sola notte, dovrà eseguire per conto del mandante Felix (Javier Bardem), schivando le «attenzioni» di polizia ed Fbi, che sono sulle tracce del narcotrafficante.
Magistrale. Michael Mann torna al thriller d’azione, un genere che aveva abbandonato nel ’95 dopo Heat – La sfida, nel quale Al Pacino e Robert De Niro duettavano, per lo più a distanza, ma comunque sulla stessa pellicola, nell’eterna sfida tra poliziotto e criminale.
Pronunciare la parola «genere» potrebbe forse apparire riduttivo per Mann, che è regista con solide fondamenta e che – con Alì e soprattutto con Insider, dove raccontava l’odissea di un ricercatore (interpretato da un Russell Crowe imbolsito per l’occasione), licenziato da una multinazionale del tabacco per averne denunciato gli inconfessabili segreti – ha dimostrato di saper tenere in equilibrio tecnica, cuore e cervello. Ma Collateral, presentato in anteprima a Venezia, è indiscutibilmente un film di genere.
Ciò che lo rende un’opera di livello superiore sono le atmosfere da savana urbana che riesce a trasmettere, grazie alla tecnologia digitale con cui è stato possibile effettuare le riprese notturne che compongono la quasi totalità del film, alla fotografia di Dion Beebe e Paul Cameron, ben dosata, mai sopra le righe, e alla profondità psicologica dei caratteri tratteggiati da Mann, che ha curato anche la sceneggiatura (non solo dei personaggi principali: bravissimo ad esempio Javier Bardem nel cameo del narcotrafficante).
Los Angeles ripresa di notte, coi suoi viali senza fine che si perdono all’orizzonte, magicamente sgombri dal traffico, e i quartieri periferici formati da centinaia di migliaia di villette monofamiliari perfettamente ortogonali e lo skyline del centro, coi grattacieli ripresi silensiosamente a volo d’uccello, danno della megalopoli californiana un’immagine assai distante dagli stereotipi eppure così vera. Che diventa più vera del vero con la scena dei due coyote che attaversano la strada illuminati dai fari del taxi guidato da Max.
Una sceneggiatura curata rende più semplice il compito di Vincent/Cruise e Max/Foxx. Il primo, al suo esordio nel ruolo di un «cattivo», killer infallibile e imperturbabile, solo in apparenza indifferente al destino delle sue vittime, in realtà alla ricerca di una perversa immortalità; il secondo, incapace di rischiare il tutto per tutto pur di realizzare i propri sogni, eppure dotato di solidi principi che saranno la sua unica àncora di salvezza. Epici echi di Faulkner e Peckinpah si rincorrono nella notte, tra scene d’azione mozzafiato che non sono mai fini a se stesse. I dialoghi sono invece la parte meno centrata di un’opera che comunque rimane uno dei migliori film dell’anno.
(enzo fragassi)

Come ammazzare il capo….e vivere felici

Come ammazzare il capo…e vivere felici

mame cinema COME AMMAZZARE IL CAPO... E VIVERE FELICI - STASERA IN TV scena
I tre protagonisti del film

Diretto da Seth Gordon, Come ammazzare il capo… e vivere felici (2011) inizia con tre amici al bar: Nick (Jason Bateman), Dale (Charlie Day) e Kurt (Jason Sudeikis). Tutti e tre hanno un grosso problema, anzi tre grossi problemi: i loro capi. La frustrazione e la disperazione li portano, di conseguenza, a concepire un piano assurdo: uccidere i tre datori di lavoro. Per far ciò, si affidano ai consigli di Dean “Fottimadre” Jones (Jamie Foxx), un ex galeotto che sostiene di essere in grado di aiutarli senza che nessuno possa poi incriminarli.

Tuttavia, una serie di eventi al limite del surreale rendono l’impresa ancora più ardua del previsto. E Jones, inoltre, potrebbe non essere così esperto di criminalità come voleva far credere. Insomma, riusciranno i tre spericolati a liberarsi dei loro terribili capi? Oppure lasceranno perdere e si rassegneranno a tornare alle proprie monotone e frustranti vite?

Curiosità

  • La New Line Cinema compra i diritti della sceneggiatura del film da Michael Morkowitz nel 2005. In seguito, Jonathan Goldstein e John Francis Daley hanno però riscritto gran parte di tale sceneggiatura.
  • Il film ha avuto un budget tra i 35 e i 37 milioni di dollari e ne ha incassati 209,6 milioni.
  • La maggior parte delle riprese sono state effettuate a Los Angeles, California. L’inseguimento in macchina, invece, è stato girato sempre in California, ma a Glendale.
  • Durante la fase della pre-produzione sono stati contattati molti attori, tra cui Owen Wilson, Matthew McConaughey, Ashton Kutcher e Vince Vaughn. Nel maggio 2010 Jennifer Aniston entra in trattativa per il ruolo della dentista ninfomane, mentre Colin Farrell avrebbe dovuto interpretare un “rampollo ladruncolo”. E, nel giugno dello stesso anno, Kevin Spacey viene scelto al posto di Tom Cruise, Jeff Bridges e Philip Seymour Hoffman.
  • Il 4 gennaio 2012 viene annunciata la produzione in corso di un sequel.

Stealth – Arma suprema

Riproposizione in chiave militaresca e catastrofistica del tema della ribellione delle macchine ai loro costruttori già ampiamente sfruttata da 2001: Odissea nello spazio in poi. In un futuro non troppo lontano, la Marina degli Stati Uniti mette a punto un nuovo aereo della classe Stealth, invisibile ai radar, dotato di un’intelligenza artificiale a bordo in grado di pilotare il caccia in maniera pressoché autonoma. EDI è il suo nome. I piloti Ben Gannon (Josh Lucas), Kara Wade (Jessica Biel) ed Henry Purcell (Jamie Foxx) sono incaricati di una missione segretissima atta a testare il nuovo velivolo. Tutto procede secondo i programmi, fino a quando EDI non decide di ammutinarsi, prendere il controllo dell’aereo e scatenare un terribile conflitto termonucleare.

Miami Vice

L’uccisione di poliziotti sotto copertura e dei familiari di un informatore porta gli agenti Crockett e Tubbs a indagare su un traffico internazionale di droga gestito apparentemente da un gruppo di neonazisti di una fantomatica fratellanza ariana, ma che rappresenta solo il primo livello di un cartello di narcomafie potentissime e spietate. I metodi di investigazione tradizionali devono essere abbandonati in favore di procedure meno ortodosse e più efficaci. I due fascinosi detective si muovono oltre i limiti della legalità, tormentati da dubbi etici, fra senso della giustizia e sentimenti di vendetta sullo sfondo di una Miami cupa e livida, lontana dal glamour e dallo scintillio di quella Miami
da bere
della popolare serie tv degli anni Ottanta cui il film si ispira.

La recensione

I due detective più celebri della televisione girano ancora a bordo di una Ferrari, ma sono sparite le t-shirt fucsia sotto i completi Armani, i Rolex sono stati sostituiti da meno ordinari Vacheron Co

Alì

«Muoviti come una farfalla e pungi come un’ape», questa è probabilmente la frase più celebre del grande Mohamed Alì, quella che lo rispecchiava meglio quando era sul ring. Campione olimpico nel 1960 a Roma, Cassius Clay diventa campione del mondo dei pesi massimi nel 1964 alla tenera età di 22 anni, sconfiggendo Sonny Liston. Da qui parte il film di Michael Mann interpretato da Will Smith. Il giorno dopo la conquista del titolo, Clay annuncia la sua conversione all’Islam e cambia nome in Mohamed Alì. Da qui inizia la sua guerra personale contro il razzismo, i preconcetti della gente e il governo degli Stati Uniti, che lo chiama alle armi per andare a combattere in Vietnam: «Non andrò a litigare con i Vietkong», disse il campione. Ritiro del passaporto, processo per renitenza alla leva e ritiro della licenza da pugile. Ormai in ginocchio, Alì continuò la sua battaglia personale e, dopo l’assoluzione della Corte Suprema, dieci anni dopo il suo primo titolo mondiale, andò a Kinshasa a combattere contro il campione in carica George Foreman. Da tutti è considerato l’incontro di tutti i tempi, splendidamente raccontato da

Norman Mailer
, e a 32 anni Alì tornò in cima al mondo. Diventato leggenda già in vita, Mohamed Alì è una delle figure più rappresentative del Novecento. Opera titanica quella di Mann e altrettanto ammirabile quella di Will Smith, non solo per i 17 chili che ha dovuto prendere per assomigliare al campione, non solo per aver imparato a boxare come Clay, non solo per aver imparato a muoversi come Alì, ma soprattutto perché ha imparato a pensare come Mohamed Alì.
(andrea amato)

The Kingdom

Una società petrolifera occidentale con sede a Riyadh in Arabia Saudita subisce uno dei più terribili attacchi terroristici di sempre che provoca la morte di oltre cento persone, e il ferimento di circa duecento feriti. L’Agente Speciale FBI Ronald Fleury (Foxx) e la sua squadra composta da Janet Mayes (Garner), agente della task-force ed esperta di esplosivi, e Adam Leavitt (Bateman), analista dei servizi segreti, organizzano un viaggio segreto di cinque giorni in Arabia per localizzare l’uomo dietro all’attentato. Nel momento in cui mettono piede nel regno desertico, però, Fleury e il suo equipaggio si rendono conto che le autorità saudite sono sospettose nei loro confronti considerandoli come degli intrusi giunti a ficcare il naso in una faccenda che non li riguarda.

Il solista

Nathaniel Ayers, finito in mezzo alla strada dopo essere stato dichiarato schizofrenico quando era iscritto all’università, coltiva un grande sogno: suonare al Walt Disney Concert Hall. Il suo talento come musicista é innato e quando fortunosamente incontra per la sua strada Steve Lopez, un giornalista che ha intenzione di aiutarlo a realizzare il suo desiderio, quasi stenta a crederci…

Dreamgirls

Chicago, Illinois, 1962: ecco le Dreamettes, trio vocale R&B di belle speranze, in procinto di salire sul palco di un concorso canoro, uno dei tanti che si svolgono davanti a un pubblico quasi esclusivamente di colore. Effie (Jennifer Hudson), Deena (Beyoncé Knowles) e Lorell (Anika Noni Rose) sono brave e vengono notate e scritturate dall’aspirante manager – nonché venditore di auto usate – Curtis Taylor Jr. (Jamie Foxx); ll loro primo lavoro sarà una tournée con il famoso cantante James Thunder Early (Eddie Murphy). Il destino sembra sorridere alle tre ragazze, ma i problemi non tarderanno ad arrivare: Curtis dapprima sta con Effie, poi le preferisce Deena, e decide che sarà quest’ultima a diventare la leader del gruppo, perché più bella e telegenica, anche se vocalmente meno dotata). Effie non riesce a reggere la situazione: lascia il gruppo e viene prontamente sostituita. Le Dreamettes diventano così Dreams, e iniziano una lunga scalata verso il successo… Due Oscar (Missaggio Sonoro e per la Hudson), più altre sei nomination.

Jarhead

Anthony Swafford si arruola nel corpo dei Marines nel 1988 all’età di diciotto anni. Anche suo padre e lo zio hanno servito nell’esercito durante la Guerra del Vietnam. Superato l’addestramento come tiratore scelto sotto il comando del sergente maggiore Skyes, nell’estate del 1990 Anthony viene mandato in missione nel deserto saudita per combattere la prima Guerra del Golfo. Qui, insieme ai commilitoni, vivrà un’esperienza surreale fatta di attesa e incertezza, in cui tutti i valori che l’hanno condotto in guerra e le sue prospettive saranno messi a dura prova.