Spanglish – Quando in famiglia sono troppi a parlare

Una risoluta donna messicana va a lavorare per una ricca famiglia di Los Angeles, provocando un certo effetto nel gruppo in crisi e cambiando la vita di sua figlia, molto impressionabile. Sdolcinata la prova di Sandler nei panni del padre/marito (un grande chef, anche se non si vede mai la sua abilità in cucina), mentre la Leoni è incredibilmente stridula in quelli della moglie. Ci sono alcune perle – una buona scena qui, un’osservazione acuta là – nella sceneggiatura del regista Brooks, ma per la gran parte è un pasticcio.

Dentro la notizia

A Washington, l’attraente e ambizioso Tom viene assunto da una importante rete televisiva. Mentre si fa rapidamente strada in qualità di anchorman, s’innamora di Jane, la volitiva e brillante manager del network. Ottima confezione per un prodotto che intrattiene, diverte, ma alla fine si lascia dimenticare con altrettanta facilità. Eccellenti tutti gli interpreti, in particolare Albert Brooks nel ruolo del giornalista televisivo bravo ma di scarsa presenza. Unica nota stonata: il finale con i protagonisti che si rincontrano dopo sette anni. Candidato a sette premi Oscar nel 1987, il film non riuscì ad aggiudicarsi nessuna statuetta. (andrea tagliacozzo)

Voglia di tenerezza

Emma, una giovane donna dal carattere forte e risoluto, ha un rapporto difficile con la madre, la cinquantenne Aurora. Le cose non migliorano di certo quando la ragazza decide di sposare un modesto insegnante, malvisto dalla genitrice, e si trasferisce in un’altra città. Confezionato ad arte per commuovere le platee e sbancare al botteghino, il film, abilmente in bilico tra dramma e commedia, funziona anche grazie all’apporto di un gruppo di attori a dir poco strepitoso (bravissimi anche i secondari Jeff Daniels e John Lithgow). Cinque Oscar 1983 al film, al regista, alla sceneggiatura e a due degli interpreti, Shirley MacLaine e Jack Nicholson. (andrea tagliacozzo)