L’inferno sommerso

Il capitano Mike Turner raggiunge il relitto semiaffondato e capovolto del Poseidon, una nave da crociera naufragata per oscuri motivi la notte di capodanno. All’interno dello scafo, Turner trova alcuni superstiti miracolosamente scampati al naufragio. Il regista Irwin Allen ripete la formula che ha decretato la fortuna di alcuni suoi film precedenti come L’inferno di cristallo e Swarm : un cast ricco di stelle unito ad eventi catastrofici. Il risultato, però, è decisamente mediocre. (andrea tagliacozzo)

Pallottole su Broadway

Delizioso gioiello di Woody Allen su di un scrittore di commedie degli anni Venti che per quanto si prenda molto sul serio, si svende non appena gli viene offerta l’occasione di portare in scena a Broadway la sua ultima opera, che ha per protagonisti la pupa di un gangster e una star dal fascino inebriante. Un’occasione d’oro per gli attori, in particolare per la Wiest (che vinse l’Oscar) nei panni dell’attrice sopra le righe, per Palminteri, il malavitoso dal talento nascosto, e la Tilly che qui interpreta la pupa svampita. La ricostruzione storica è così ricca e azzeccata da sembrare reale. Allen lo sceneggiò insieme a Douglas McGrath.

Tutti gli uomini del presidente

Avvincente ricostruzione delle indagini che portarono due giornalisti del
Washington Post
, Bob Woodward e Carl Bernstein, alla scoperta del caso Watergate e alle conseguenti dimissioni del Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon. Grande regia di Pakula, capace di spettacolarizzare la vicenda senza mai scadere nel banale. Ottimi anche i due protagonisti. Oscar 1976 a Jason Robards (miglior attore non protagonista) e a William Goldman (miglior sceneggiatura non originale). Altre due statuette andarono alla scenografia e al suono.
(andrea tagliacozzo)

Da qui all’eternità

Adattamento sotto tono ma pur sempre vigoroso del romanzo di James Jones sulla vita in una base dell’esercito alle Hawaii poco prima di Pearl Harbor. Il racconto dell’attacco a sorpresa dei giapponesi mescola indimenticabili scene d’azione con veri filmati dei combattimenti. Magnifica la recitazione di tutto il cast, compreso Sinatra al suo “ritorno” nel ruolo dello sfortunato soldato Maggio. Otto Oscar, fra cui miglior film, regia, sceneggiatura (Daniel Taradash), fotografia (Burnett Guffey) e attori non protagonisti (Sinatra e la Reed) e altre cinque nomination. Rifatto nel 1979 come miniserie tv, che a sua volta diede origine a una breve serie.

Nel fango della periferia

Dopo aver disertato l’esercito, il giovane Alex vive alla giornata, costretto a nascondersi per non incappare nella polizia. Trovato un lavoro in una stazione ferroviaria come scaricatore, il disertore stringe amicizia con un simpatico caposquadra nero. Eccellente esordio dietro la macchina da presa di Martin Ritt, regista più volte impegnato in tematiche considerate difficili, se non addirittura scomode. Decisivo alla riuscita del film anche il considerevole apporto dei protagonisti.
(andrea tagliacozzo)

Il campione

Voight è troppo intelligente per convincere nei panni di un pugile suonato, mentre la Dunaway — in quelli di un’amorevole madre — pare che voglia giacere col proprio figlio in questo remake senza speranza del mélo del 1931. Il giovane Schroder piange (e ripiange…) in maniera convincente. Una nomination all’Oscar.

Il Paradiso può attendere

Gradevole e divertente remake di L’inafferrabile signor Jordan, con Beatty nei panni di un inossidabile campione di football che si ritrova in paradiso prima del tempo e deve tornare sulla Terra incarnandosi in un altro uomo. Piacevole, ma mai commovente: la Christie, nel ruolo della musa del protagonista, è completamente fuori parte. Scritto da Beatty ed Elaine May. Rifatto nel 2001 con il titolo Down to Earth.

La fantastica sfida

Commedia demenziale sulla rivalità tra rivenditori di auto usate che porta a elaborare inconsueti e spettacolari piani per attrarre clienti. Spassosa sceneggiatura di Bob Gale e Zemeckis, che procura divertimento con idiozie ma è talmente ben congegnata che è difficile resistere. E ricordate: cinquanta dollari non hanno mai ucciso nessuno!

Il verdetto

Frank Galvin, brillante avvocato da tempo caduto in disgrazia, ha l’occasione di rifarsi patrocinando la causa di una donna che, in seguito alla negligenza del personale di un ospedale, è entrata in coma irreversibile. Ma il compito si prospetta tutt’altro che facile, perché in tribunale, dalla parte avversa, Galvin trova l’abile Ed Concannon. Paul Newman domina il film con la sua incredibile performance (che gli valse sua sesta candidatura all’Oscar), dando vita a un personaggio complesso e tormentato. Ma il merito della riuscita del film, che aggira abilmente le trappole e i cliché delle pellicole processuali, va attribuito anche alla solida regia Sidney Lumet e all’ottima sceneggiatura, firmata da David Mamet.
(andrea tagliacozzo)

Il presidio – Scena di un crimine

Il giovane ispettore di Polizia Jay Austin indaga sulla morte di una poliziotta, uccisa in circostanze misteriose nel presidio militare di San Francisco. Le operazioni del poliziotto sono inizialmente ostacolate dal Colonnello Alan Caldwell. Poliziesco con poco mordente, parzialmente riscattato dalla presenza di Connery e da un paio di sequenze spettacolari. La fotografia del film è curata dallo stesso regista, Peter Hyams.
(andrea tagliacozzo)

Alla ricerca dell’assassino

Sulla base di labili prove, un ragazzo viene ingiustamente condannato per l’omicidio di Victor Daniels, stimato medico. Convinta dell’innocenza del giovane, la prostituta Angela Crispini, amante del defunto dottor Daniels, assolda l’investigatore privato Tom O’Toole per trovare il vero responsabile. Grande spreco di talenti per un prevedibile giallo tratto da una pièce di Arthur Miller, autore anche della sceneggiatura (il commediografo non lavorava per il cinema dai tempi de
Gli spostati
, datato 1961).
(andrea tagliacozzo)

Settembre

In una bella villa del Vermont, un gruppo di sei persone passano alcuni giorni di vacanza. Tensioni, passioni e risentimenti degli ospiti non tardano a venir fuori. Uno dei lavori meno riusciti di Woody Allen, ben scritto e interpretato, ma inerte e di maniera. Il film è stato girato due volte: la prima versione, nella quale comparivano anche Maureen O’Sullivan, Charles Durning e Sam Shepard, non aveva infatti soddisfatto l’esigente regista newyorkese. (andrea tagliacozzo)

Shampoo

Confusa satira di usi e costumi del sud della California, incentrata su un irrequieto parrucchiere e le sue esigenti clienti femminili. Alcuni momenti brillanti in una monotona commedia drammatica di Beatty e Robert Towne. Film d’esordio della Fisher; la Grant vinse l’Oscar come migliore attrice non protagonsita.

Il volto della paura

Dal racconto «Sally» di E.V. Cunningham, adattato per il piccolo schermo da Edward Hume. Una giovane insegnante, cresciuta nello Stato dell’Idaho, apprende di essere affetta da una grave forma di leucemia. La ragazza si trasferisce a San Francisco dove assolda un killer per farla finita prima del tempo. Poi scopre di non dover affatto morire. I personaggi sono ben delineati e il film, pervaso da un umorismo beffardo, non manca di suspense.
(andrea tagliacozzo)

… e giustizia per tutti

Un giovane avvocato di Baltimora, assai critico con il vigente sistema giudiziario, ha una reazione spropositata quando un suo cliente viene ingiustamente condannato dal corrotto giudice Fleming. La solida regia di Norman Jewson e le ottime prove degli attori – tra i quali un Jack Warden in grande forma – non riescono a mascherare gli alti e bassi dello script. L’istrionico Al Pacino, candidato all’Oscar (in seguito conquistato nel ’92 con
Scent of A Woman
), venne battuto sul filo di lana da Dustin Hoffman, premiato per
Kramer contro Kramer
. Sceneggiato da Valerie Curtin e Barry Levinson (futuro regista di
Rain Man
). Film d’esordio di Christine Lahti.
(andrea tagliacozzo)

Bulworth – Il senatore

Audace satira politica su un senatore della California che, nel tentativo di farsi rieleggere alle amministrative del 1996, si libera la coscienza dicendo la verità, venendo incontro alla comunità nera. Volutamente inquietante in alcuni momenti, uno sguardo acuto sui processi della politica e sulla condizione delle classi subalterne. Uno dei film migliori di Beatty, che qui recita, dirige ed è co-autore della sceneggiatura insieme a Jeremy Pikser. William Baldwin e Paul Mazursky compaiono non accreditati.

Oltre il giardino

Sellers è un taciturno i cui silenzi vengono interpretati come segni di intelligenza superiore dai personaggi ricchi e potenti. Umorismo nero di basso livello, ricco di commenti sarcastici sulla quotidianità americana nell’era della televisione… ma è troppo lungo! Adattamento cinematografico di Jerzy Kosinski, autore stesso del romanzo. Douglas ha vinto l’Oscar.