Testimone d’accusa

Giallo forense eccezionalmente efficace tratto da un testo di Agatha Christie. La Dietrich è l’impareggiabile moglie di un presunto assassino (Power). Laughton è al massimo della forma come avvocato della difesa, e la Lanchester deliziosa nei panni della sua pazientissima infermiera. Ultimo film per Power. Sceneggiatura di Wilder e di Harry Kurnitz. Ben sei nomination all’Oscar, tra cui anche Miglior Film e Regia.

Conta solo l’avvenire

Durante la prima guerra mondiale, un uomo, ridotto dalle ferite quasi a un relitto, lascia che si dia notizia della sua morte. Un valente chirurgo riesce a salvargli la vita, ma il reduce, tornato a casa dopo vent’anni del tutto trasformato nell’aspetto, scopre che la moglie si è risposata. Mediocre melodramma che si ricorda solo per le presenze di Orson Welles e di una piccolissima Natalie Wood, che all’epoca aveva solo otto anni.
(andrea tagliacozzo)

Non cercate l’assassino

La moglie di un tassista tradisce apertamente il marito con un gangster. Durante una furiosa lite fra i due amanti, il bandito uccide la donna e, nel tentativo di sviare le indagini, nasconde il cadavere nell’auto del marito. Buon film di serie B, girato con stile asciutto ed efficace da Phil Karlson. John Payne aveva già collaborato con il regista l’anno precedente ne
Il quarto uomo
.
(andrea tagliacozzo)

L’orfana senza sorriso

In Canada, una coppia protestante adotta un’orfanella cattolica. Ma il marito, un politico, viene messo alla berlina da alcuni avversari senza scrupoli. Un melodramma dalle buoni intenzioni ma eccessivamente sentimentale. Greer Garson e Walter Pidgeon, che undici anni prima avevano ottenuto un clamoroso successo con
La signora Miniver
(vincitore di numerosi premi Oscar, tra i quali uno alla Garson come migliore attrice), non riescono a ripetere gli esiti felici del film precedente.
(andrea tagliacozzo)