Il grande ammiraglio

A Napoli, verso la fine del Settecento, la giovane inglese Lady Hamilton, moglie di un maturo diplomatico, s’innamora di Lord Nelson, capitano di marina. Nel corso degli anni, la loro scandalosa relazione diviene di dominio pubblico. Realizzata con dovizia di mezzi, la pellicola è costruita ad arte per propagandare il valore degli alleati britannici, impegnati nella guerra contro l’esercito di Hitler (qui rappresentato da un altro celebre condottiero con deliri di onnipotenza, ovvero Napoleone), anche se il risalto maggiore viene dato alla vicenda sentimentale dei due protagonisti. All’epoca del film, Laurence Olivier e Vivien Leigh erano marito e moglie (si separarono quasi vent’anni dopo, nel 1960). Si dice che questa fosse la pellicola preferita di Winston Churchill.
(andrea tagliacozzo)

I crociati

Amore, azione e grandi macchinari da assedio nella versione di DeMille delle crociate medievali. Molto avvincente, con la Young nella parte di una fulgida regina rapita dagli infedeli; Riccardo Cuor di Leone (Wilcoxon) dovrà salvarla. Attenzione alla breve apparizione di Ann Sheridan nella parte di una giovane cristiana.

Cleopatra

Questa opulenta versione della vicenda di Cleopatra firmata da DeMille è fedele all’ambientazione storica e si distingue come uno dei migliori film del regista, grazie soprattutto alle buone interpretazioni di tutti. Intrattenimento al top, con la fotografia (vincitrice dell’Oscar) di Victor Milner.

Sansone e Dalila

Come prevedibile, con il tocco di DeMille questo film rimane un grandissimo intrattenimento. Mature è una piacevole sorpresa nel ruolo di Sansone, anche se la sua celebre lotta con il leone è disperatamente fasulla; pure difficile da mandare giù è l’idea che la Lansbury sia la sorella maggiore della Lamarr. Ma la sorpresa più grande è Sanders che interpreta con moderazione il ruolo del Saran. Oscar per le scenografie e per i costumi. Rifatto per la tv nel 1984 (con Mature nella parte del padre di Sansone) e nel 1996.

La signora Miniver

La signora Miniver (Greer Garson) è una bella signora con una bella famiglia inglese, ragazzo al college, due bambini e un fascinoso marito (Walter Pidgeon). Una vita tranquilla e agiata, fino a quando scoppia la guerra. Il giovane va al fronte, il marito a Dunkirk, lei deve fronteggiare un nazista in cucina e affrontare la morte della giovane nuora vittima di un bombardamento mentre è in auto con lei. E un concorso per il fiore più bello, quello che il capostazione della cittadina dei Miniver, Mr Ballard (Henry Travers, l’angelo Clarence che deve mettere le ali ne La vita è meravigliosa ) vincerà con una rosa battezzata, appunto, «Signora Miniver», quando i tedeschi stanno per attaccare. Un dramma bellico. Per Churchill il messaggio propagandistico pro Gran Bretagna lanciato da questo film valse più di una dozzina di vittorie della marina inglese… Da manuale (propagandistico) il discorso del sacerdote dal pulpito della chiesa sventrata dalle bombe. E il comportamento di questa mamma coraggiosa che fa di tutto per proteggere se stessa, la sua famiglia e i suoi fiori dai nazisti. Gli Stati Uniti premiarono il film con sei statuette: miglior attrice, fotografia, regia, film, sceneggiatura e attrice non protagonista (la moglie del figlio). È passato alla storia il discorso che l’attrice fece all’Academy Awards quando ricevette la statuina: durò qualcosa come 45 minuti. Nonostante il film sia chiaramente datato – e accusato di artificiosità -, si vede ancora con piacere. Greer Garson sposò negli anni seguenti Richard Ney, che nel film interpretava il ruolo del figlio. Nel 1951, fu realizzato il seguito: Addio, signora Miniver , che non ebbe gran successo.