Un segreto tra di noi

La famiglia Taylor sembra avere tutto per essere la tipica famiglia felice americana: il padre Charles è un affermato professore universitario, il figlio Michael è uno scrittore di successo, la figlia minore Ryne è appena stata ammessa a un’esclusiva facoltà di legge mentre la madre Lisa sta per diplomarsi al college, dopo avere dedicato la vita alla famiglia. Ma un incidente getta in crisi la famiglia, riaprendo vecchie ferite e riportando a galla problemi mai risolti.

Il sapore della vittoria

Nel 1971 ad Alexandria, Virginia, in vista del campionato un college sperimenta la convivenza di studenti bianchi e neri per formare una squadra di football multirazziale. Mentre l’odio e i confini etnici restano ancora assai marcati tra la gente del luogo, i nerboruti e scontrosi ragazzi riescono, sotto la severa guida dell’allenatore di colore Herman Boone e del vice bianco Bill Yoast, a superare i pregiudizi e a fare della formazione dei Titans una coesa cellula sociale, imbattibile sul piano agonistico e culturale.
Il produttore dei più sfacciati blockbuster degli ultimi anni, Jerry Bruckheimer, ha deciso di investire su formule di intrattenimento «impegnato». E allora, dopo Armageddon e prima di Pearl Harbour , arriva sui nostri schermi Il sapore della vittoria, altro prodotto trionfalistico e senza cuore che tuttavia ostenta un tema forte: il razzismo. La pretestuosità del film è evidente: la forma di razzismo di cui si parla è ormai superata e quindi innocua, e soprattutto le tematiche razziali finiscono per veicolare l’ennesimo racconto edificante sul successo americano che supera qualsiasi barriera. Dinamiche narrative e linguaggio sono più adatti a un plotone di marines arrabbiati, fieri e assetati di vittoria. Tutto è estremamente calcolato, senza sorprese, senza sincerità, senza originalità. E le riprese delle partite sfigurano al confronto con quelle ben più spettacolari di Ogni maledetta domenica. Il massimo del ridicolo si tocca quando il capitano della squadra rimane paralizzato dalla vita in giù: l’atleta non si abbatte nemmeno un po’, si prepara per il campionato dei disabili e rincuora tranquillamente i compagni. A salvarsi sono solo le scelte di casting, con Denzel Washington e Will Patton che si scambiano le parti abituali: Denzel che fa il duro e Will comprensivo e rabbonito funzionano comunque al meglio. (anton giulio mancino)

Scream 4

In questo quarto capitolo della serie meta-horror diretta da Wes Craven, Sidney è divenutata autrice di un manuale di auto-aiuto, e come ultima tappa del tour promozionale del libro torna proprio a Woodsboro. Lì riallaccia i contatti con lo sceriffo Dewey e sua moglie Gale, e anche con la giovane cugina Jill e la zia Kate. Ma, con il ritorno di Sidney a casa, tornano anche gli omicidi di Ghostface, che pare prendere di mira il liceo frequentato da Jill.