The Million Dollar Hotel

Storia eccentrica alla Davis e Lisa di due giovani amanti mentalmente instabili, ambientata in un piccolo albergo della previdenza sociale di Los Angeles. Bono (degli U2) ha collaborato alla stesura di una sceneggiatura confusa e tortuosa che mette a dura prova la pazienza degli spettatori. Per fortuna l’acume di Wenders si riflette nella poesia figurativa, mentre Davies e la Jovovich svolgono al meglio la loro parte di protagonisti. Un aiuto alla riuscita del film viene da un colorito cast di supporto, anche se Gibson nella parte di un agente dell’FBI con il busto per la schiena sembra appartenere a tutt’altro film. Panavision.

Fur

Diane Arbus è la figlia di ricchi pellicciai newyorchesi e fa da assistente al marito fotografo, il quale lavora per i suoceri nel campo della moda. Anche lei appassionata di fotografia, vive nell’ombra delle convenzioni sociali che l’oppressiva famiglia le impone, fino a quando un misterioso sconosciuto andrà ad abitare al piano di sopra del loro palazzo. Nonostante l’apparente incompatibilità iniziale, dovuta a una malattia che rende «mostruoso» il nuovo arrivato, si instaurerà fra loro una relazione sentimentale che le permetterà di cambiare la prospettiva con la quale lei aveva sempre visto le cose, e di conoscere un mondo di persone diverse, fisicamente e mentalmente, da quello che sono tuttora i canoni convenzionali. La nuova attitudine le consentirà di liberare il suo talento con il mezzo espressivo, sempre rimasto nel cassetto, e farà di lei una dei più grandi fotografi del secolo.

Fatal Beauty

Nella San Fernando Valley, un’agente della squadra narcotici fa di tutto per riuscire a incastrare un ricco uomo d’affari, apparentemente rispettabile, che in realtà controlla il traffico di droga della zona. L’uomo, dal canto suo, non esita ad assoldare un killer per togliere di mezzo la poliziotta. Un mediocre film poliziesco diretto da un regista solitamente incline all’horror (suoi
Ammazzavampiri
e
La bambola assassina
). Alcuni dialoghi sono al limite dell’imbarazzante.
(andrea tagliacozzo)

Doc

Il pistolero Doc Holliday, minato nel fisico da una grave malattia, arriva a Tombstone per unirsi al vecchio amico Wyatt Earp. Quest’ultimo, che vorrebbe diventare sceriffo per condurre indisturbato i suoi loschi affari, deve prima sbarazzarsi della famiglia Clanton. Ennesima versione della celebre sfida all’O.K. Corral, realizzata stavolta con l’intenzione di smitizzarne gli altrettanto noti protagonisti. Buona l’idea di partenza, un po’ meno l’esecuzione, anche se stilisticamente il film è tutt’altro che disprezzabile.
(andrea tagliacozzo)

Scarface

Il cubano Tony Montana, sbarcato negli Stati Uniti assieme ad altri profughi, si fa rapidamente strada nell’ambiente criminale americano: prima come guardiaspalle di un boss della droga e poi, eliminato quest’ultimo, in proprio. La sua personalità psicotica finisce per provocarne il declino. Maestoso, debordante e violentissimo rifacimento del classico di Howard Hawks, diretto da un De Palma più barocco e delirante che mai. Il regista dilata i tempi della narrazione e accentua il rapporto incestuoso tra il protagonista e la sorella (interpretata da Mary Elizabeth Mastrantonio), già presente nell’originale ma ovviamente mitigato da Hawks per esigenze di censura. Straordinario Al Pacino, che sembra a tratti completamente in simbiosi con il suo personaggio. Sceneggiato da Oliver Stone (che aveva vinto l’Oscar con il copione di Fuga di mezzanotte). (andrea tagliacozzo)