Patton generale d’acciaio

Biografia del generale George S. Patton, uno dei grandi protagonisti della seconda guerra mondiale, tanto abile come stratega quanto detestabile come uomo. Un ritratto estremamente obiettivo (ma anche ai limiti dell’ambiguità), originale nel suo approccio cinematografico allo stesso tempo atipico (nella struttura narrativa) e magniloquente (nell’imponenza di mezzi), reso indimenticabile soprattutto grazie alla magistrale interpretazione di George C. Scott. L’attore, vincitore dell’Oscar come migliore attore, si rifiutò di ritirare il premio. Tra le sette statuette assegnate al film, una, meritatissima, andò alla sceneggiatura firmata da Francis Ford Coppola e Edmund H. North. Scott riprese il ruolo 16 anni dopo in un film per la Tv intitolato
The Last Days of Patton
.
(andrea tagliacozzo)

Malice – Il sospetto

Un professore di un college del New England si sente minacciato e messo in ombra dall’arrivo in città di un grosso chirurgo che affitta una stanza da lui e sua moglie. La trama s’infittisce e diventa sempre più sciocca, in questo esile thriller sessuale interessante. Le buone performance aiutano a nascondre i buchi della trama fino all’epilogo, in cui tutto va a pezzi. Troppo surriscaldato e piuttosto assurdo.

Il giorno del delfino

Uno scienziato insegna a due delfini il linguaggio degli umani, ma un’organizzazione, capeggiata da alti esponenti del governo, è decisa a servirsi dell’intelligenza dei due animali per attentare alla vita del Presidente degli Stati Uniti. Un interessante film di fantapolitica, alterna pagine felici ad altre meno riuscite, ma non risulta mai noioso. Sceneggiatura di Buck Henry, da un romanzo di Robert Merle. Splendida la colonna sonora composta da Georges Delerue, già assiduo collaboratore di Francois Truffaut.
(andrea tagliacozzo)

Una Rolls-Royce gialla

Dramma ben congengnato di Terence Rattigan che coinvolge i tre proprietari dell’auto sopra citata, con attenzione prestata al lato romantico nella vita dei suddetti; artefatto ma anche ben trattato. Panavision.

Lo spaccone

Il giovane Eddie Felson, che ha fatto del biliardo la sua unica ragione di vita, è così sicuro del suo talento da sfidare l’imbattibile Minnesota Fats. Ma l’impresa si rivela più ardua del previsto. Filmata in uno splendido bianco e nero (la fotografia valse un Oscar a Eugen Schüfftan), la pellicola ha il suo punto di forza nella superba interpretazione di Paul Newman. Gli tengono degnamente testa l’ottimo George C. Scott e Jackie Gleason. La sceneggiatura, tratta da un racconto di Walter Tevis, porta la firme del regista Robert Rossen e di Sidney Carroll. Newman, candidato agli Oscar, si vide soffiare la statuetta da Maximilian Schell (protagonista di
Vincitori e vinti
). Si rifarà nell’87 con Il colore dei soldi quando, tornato a vestire i panni dello stesso personaggio, riuscirà finalmente a vincere il premio.
(andrea tagliacozzo)

Hindenburg

Nel 1937, un colonnello della Luftwaffe sale a bordo del dirigibile tedesco Hindenburg, che si appresta a compiere la sua seconda trasvolata dell’Atlantico, per scoprire tra i 97 passeggeri un misterioso attentatore antinazista. Un film decisamente minore del regista di
West Side Story
, a cui non basta un cast d’eccezione per tenere sveglio l’interesse. La trama, debitamente romanzata, s’ispira a un fatto realmente accaduto. Oscar per gli effetti speciali.
(andrea tagliacozzo)

Il principe e il povero

Riduzione cinematografica del celebre libro di Mark Twain (già portato sullo schermo quarant’anni prima da William Keighley con eccellenti risultati). Per gioco, il giovanissimo erede al trono d’Inghilterra scambia i suoi vestiti con un coetaneo perfettamente somigliante, dando inizio a una interminabile serie di equivoci. Richard Fleisher spreca banalmente un ottimo cast d’attori realizzando un film che, se da un lato segue diligentemente la storia originale, dall’altro manca completamente di vitalià.
(andrea tagliacozzo)

I nuovi centurioni

Tra pericoli quotidiani e storie private, la vita di alcuni poliziotti di Los Angeles. Tra questi, l’anziano Andy Kilwinsky, alle soglie della pensione, che ha dedicato l’intera esistenza alla professione sacrificando perfino gli affetti familiari. Tratta da un romanzo di Joseph Wambaugh, una pellicola che riesce a farsi apprezzare sia nelle scene d’azione che nelle annotazioni psicologiche. Merito dell’ottima regia del solitamente discontinuo Fleischer e di un cast decisamente notevole.
(andrea tagliacozzo)

La formula

Nelson. Thriller incredibilmente realistico con un poliziotto che indaga sulla morte di un amico e scopre che era collegato a un misterioso intrigo a proposito della formula di un carburante sintetico. Scott e Brando sono sempre un piacere da guardare, ma lo sceneggiatore e produttore Steve Shagan ha telefonato tutte le battute.

Taps – Squilli di rivolta

In un collegio militare guidato dal generale Blache, vengono addestrati ed educati i giovanissimi cadetti che aspirano a far parte delle più prestigiose accademie statunitensi. Quando l’istituto, messo in vendita dai proprietari, rischia di essere demolito, i ragazzi decidono di ribellarsi. Un film dai risvolti prevedibili che si fa aprezzare soprattutto per l’ottimo e nutrito di cast di interpreti, anche se all’epoca Tom Cruise e Sean Penn erano praticamente dei perfetti sconosciuti (il secondo, che interpreta il ruolo di Alex, era tra l’altro al debutto sul grande schermo). (andrea tagliacozzo)

L’Esorcista III

L’ispettore di polizia Scott deve far luce su una serie di raccapriccianti omicidi, senza dubbio opera di un serial killer che era stato giustiziato la stessa notte in cui si era compiuto l’esorcismo del primo film. Parte bene, ma diventa sempre più assurdo e confuso fino all’autodistruzione. Esempio lampante di rattoppamento in post-produzione.

Hardcore

Non avendo più notizie della figlia, l’imprenditore Jack Van Dorn affida all’investigatore privato Andy Mast il compito di ritrovargliela. Il detective scopre che la ragazza, allevata dal padre con i severi princìpi calvinistici, è finita nel giro della pornografia e della prostituzione. Eccellente opera seconda di Paul Schrader, già sceneggiatore per Martin Scorsese in
Taxi Driver
, che aveva esordito alla regia nel ’78 con
Blue Collar
. Un film intenso e disperato, che si giova (e non poco) della magnifica prova di George C. Scott.
(andrea tagliacozzo)