Quarantaduesima strada

La prima donna di una rivista musicale si rompe una gamba proprio la sera della prima. Il compito di sostituirla tocca a una giovane emozionatissima esordiente. Un film entrato nella leggenda, grazie alle canzoni di Harry Warren e Al Dubin (tra le quali Young and Healthy, You’re Getting to Be a Habit With Me e Shuffle Off to Buffalo ) e, soprattutto, alle stupefacenti coreografie di Busby Berkley. Quello stesso anno, Dick Powell e Ruby Keeler torneranno agli ordini di Lloyd Bacon in Viva le donne , un altro straordinario musical coreografato dal geniale Berkley. (andrea tagliacozzo)

Conta solo l’avvenire

Durante la prima guerra mondiale, un uomo, ridotto dalle ferite quasi a un relitto, lascia che si dia notizia della sua morte. Un valente chirurgo riesce a salvargli la vita, ma il reduce, tornato a casa dopo vent’anni del tutto trasformato nell’aspetto, scopre che la moglie si è risposata. Mediocre melodramma che si ricorda solo per le presenze di Orson Welles e di una piccolissima Natalie Wood, che all’epoca aveva solo otto anni.
(andrea tagliacozzo)

Tramonto

Giulia, giovane e brillante ereditiera, è afflitta da continui mal di testa. Preoccupata, la ragazza si rivolge a uno specialista che le riscontra un tumore al cervello. Il medico, del quale Giulia lentamente s’innamora, la convince a sottoporsi a un delicato intervento chirurgico. Melodramma hollywoodiano di ottimo livello, interpretato da una superba Bette Davis.
(andrea tagliacozzo)

In questa nostra vita

Secondo film di John Huston dopo lo straordinario esordio dell’anno precedente con
Il mistero del falco
. La giovane e viziata Stanley Timberlake abbandona il fidanzato sull’altare per fuggire assieme all’ex marito della sorella. Quando quest’ultimo si uccide, esasperato dalle angherie della donna, Stanley torna in seno alla famiglia. Durante una folle corsa in auto, la donna provoca la morte di una bambina. Per discolparsi, non esita ad accusare un innocente. Eccellente, come al solito, la Davis, in un ruolo non facile e totalmente negativo.
(andrea tagliacozzo)

La figlia del vento

La Davis vinse il suo secondo Oscar nel ruolo della tempestosa bella sudista che va troppo oltre nell’ingelosire il fidanzato Fonda; anche la Bainter ha ottenuto un Oscar nel ruolo della comprensiva zia della Davis. Bella produzione, eccellente l’intero cast. John Huston è uno degli sceneggiatori. Disponibile anche in versione colorizzata al computer.

La scala a chiocciola

Una grande casa isolata durante una notte di tempesta. Due fratelli, uno serio e compassato, l’altro donnaiolo e scriteriato. Un’anziana madre immobilizzata a letto. Una serva muta. Un assassino seriale in città, ossessionato da donne handicappate… Basta poco a Robert Siodmak per costruire uno dei più fulminanti esempi di noir: pochi personaggi, uno dei quali dotato però di una visione perversa e straniante. Fuggito dalla Germania nazista passando attraverso la Francia (dove lascia il suo segno), Siodmak trova a Hollywood la sua stagione più felice: in meno di un decennio realizza una serie di noir straordinari, futuro canone del genere.
La scala a chiocciola
è uno di questi: articolato nello spazio di una sola notte, in unico ambiente e con la precisione di una tragedia classica, illuminato da luci oblique (firmate dal grande Nicholas Musuraca) nella migliore tradizione del mystery. Una curiosità: a doppiare uno dei due fratelli c’è un Alberto Sordi agli esordi.
(francesco pitassio)