Tutta colpa di Voltaire

Una Parigi globalizzata, il sogno di un tunisino che cerca fortuna, l’emarginazione e i sogni irrealizzati. Questi sono gli ingredienti principali di
Tutta colpa di Voltaire
, premio Opera Prima alla cinquantesettesima Mostra Internazional d’Arte Cinematografica di Venezia. Jallel approda in Francia senza permesso di soggiorno, si spaccia algerino e chiede asilo politico. Va a vivere in un ostello di accoglienza dove scopre un mondo di solidarietà e amicizia tra emarginati. Scopre l’amore, lo perde e poi ne ritrova un altro. I suoi sogni si infrangono in un metrò, fermato dai poliziotti mentre vende rose. Verrà rimpatriato. Il primo tempo sicuramente supera il secondo, per ritmo, tensione e idee. Si perde un po’ per strada, ma il film c’è, i messaggi anche e la poesia non manca. Da ricordare la battuta del protagonista: «A Parigi c’è tanta gente diversa. Ogni volta che cammino mi sembra di viaggiare». Se non è globalizzazione questa…
(andrea amato)