Non c’è più niente da fare

I Perseveranti (compagnia teatrale composta da una commessa della COOP, un avvocato, due pensionati, un disoccupato, un’ impiegata postale, una proprietaria di tintoria, uno studente e un falegname artigiano) sono afflitti durante il giorno da mille problemi e solo la sera, nel loro teatrino, raggiungono la felicità. Il padrone del teatrino dove provano. Un cavillo legale permetterebbe ai Perseveranti di spuntarla, ma c’è una condizione: devono mettere in scena lo spettacolo che stanno provando.

Baci e abbracci

Un interessante spaccato di una provincia che si arrabatta alla ricerca di un ipotetico benessere. Al centro, due cognati, Gambacciani e Gremigni che, insieme alla Cruciani, provano a riciclarsi come allevatori di struzzi dopo aver perso il lavoro in fabbrica. Quando decidono di invitare per Natale un assessore allo scopo di ottenere dei finanziamenti, inizia una commedia degli equivoci non banale, amara ed esilarante al tempo stesso.

La bella vita

In una Piombino depressa dalla crisi industriale, il cassaintegrato Bigagli viene tradito dalla moglie cassiera, Ferilli, con un noto presentatore di una tv locale, Ghini. Quando lei si renderà conto di essere stata raggirata, sarà troppo tardi per salvare il matrimonio. Interessante esordio di Virzì che va oltre il tema della crisi coniugale inserendolo nel contesto più ampio della vita nella provincia italiana. Buona l’interpretazione della Ferilli. Nastro d’argento e David di Donatello al regista esordiente.