Giallo

Torino. Un tassista dal volto deforme (Brody) sequestra modelle, le mutila e le uccide. L’unica idea del film è far interpretare poliziotto e assassino dallo stesso attore, che nella seconda parte si nasconde dietro lo pseudonimo-anagrama di Byron Dedra. Peccato che Brody, anche co-produttore, sia ridicolo sotto il mascherone grottesco e giallognolo che è costretto a portare, dato che il titolo (demenzialità o autoparodia?) si riferisce non solo al genere cinematografico ma anche all’itterizia che affligge il personaggio. Argento, con una sceneggiatura che sta su un foglietto, cerca di rinnovare i fasti del suo cinema passato, nella città che gli è più cara. Per i primi 5 minuti ci si crede anche. Poi è il vuoto condito con ammiccamenti al torture porn, al di sotto dei telefilm della serie Masters of Horror.

Manuale d’amore 2

Film in quattro episodi. Nel primo, Riccardo Scamarcio è un giovane che, costretto su una sedia a rotelle in seguito a un grave incidente stradale, viene sedotto dalla sua fisioterapista, Monica Bellucci. Nel secondo, Fabio Volo e Barbora Bobulova sono due sposi alle prese con le difficoltà di concepire un figlio: ricorreranno alla fecondazione assistita in una clinica di Barcellona. Nel terzo, Antonio Albanese e Sergio Rubini sono una coppia gay la cui unione è osteggiata dal tradizionalismo del padre di quest’ultimo. Anche loro andranno a Barcellona, per sposarsi con il rito civile. Nel quarto, infine, Carlo Verdone è il maitre di un ristorante di lusso che, stanco della vita matrimoniale, si lascia coinvolgere in un vortice di passione da una bella e sensuale ragazza spagnola.