Jane Eyre

Remake poco notevole del romanzo classico della Bronte presenta la Gainsbourg come una Jane davvero credibile. Sfortunatamente non c’è chimica tra i due protagonisti e un finale precipitoso è completamente fuori sincrono con il resto del film. La versione del 1944 rimane il tentativo migliore.

South Kensington

Londra è la città più italiana d’Europa. Giovani neolaureati che lavorano nella City, rampanti colletti bianchi, studenti fuori corso che imparano l’inglese, nullafacenti ricchi che saltano il servizio militare lontano da casa. In questo contesto si sviluppa la storia di South Kensinghton , film natalizio dei fratelli Vanzina. Il conte, in disgrazia, Nicholas Brett (Rupert Everett) affitta camere a un rampante colletto bianco romano (Enrico Brignano) e a un ragazzo napoletano (Giampaolo Morelli), spesato dai genitori albergatori per imparare l’inglese. Brignano è alla ricerca dell’amore eterno, mentre Morelli riesce a fingersi miliardario con la bella e ricca Camilla Fox (Elle Macpherson). Dopo i soliti colpi di scena che complicano temporaneamente le vicende, tutto si risolve con il solito happy end. Banale, scontato, prevedibile, a volte irritante, ma per fortuna non pecoreccio. Questa volta i Vanzina Bros evitano almeno la volgarità, ma producono il solito filmetto di Natale che, almeno ogni tanto, strappa qualche sana risata. A reggere il gioco comico è sicuramente Enrico Brignano, che davanti alla cinepresa mantiene la sua proverbiale verve. (andrea amato)