I giganti uccidono

Un giovane ingegnere di grandi capacità ottiene un posto di rilievo nella direzione di un grande complesso industriale. Il presidente della società, un uomo duro e pragmatico, fa capire al giovane che è stato assunto per rilevare il posto di un anziano dirigente, da tempo ammalato e d’idee troppo umanitarie per i suoi gusti. Eccellente cast per un dramma ben congegnato scritto da Rod Serling che gli attori Sloane e Begley avevano già interpretato per la televisione americana.
(andrea tagliacozzo)

La famiglia Addams

Si sa: il cinema americano degli ultimi anni si nutre dell’indistinzione tra modelli di spettacolo e principi di realtà, dei passaggi di stato da un medium all’altro, del transito dal fumetto al cinema, dalla televisione al cinema ecc. ecc. (da
Dick Tracy
a
Casper
, fino ad arrivare all’esempio più riuscito, quello di
Batman
). Di fronte a un materiale di partenza come quello della
Famiglia Addams
– la serie televisiva con protagonisti le cui fattezze umane ricordano sempre più quelle dei personaggi dei cartoni animati – Hollywood non poteva quindi tirarsi indietro. Se ammettiamo che la riuscita del film è direttamente proporzionale alla resa su pellicola della indistinzione di cui sopra, si può senz’altro dire che l’operazione di Sonnenfeld ha colto nel segno. Se non altro per la capacità degli attori nell’aderire a queste strane maschere (non solo la Morticia di Angelica Huston; ma soprattutto la Mercoledì di Christina Ricci, qui al suo esordio). Peccato solo che la storia in sé lasci un po’ a desiderare. Ma con quello che passa la tv di questi tempi, è un film da vedere comunque.
(michele fadda)

The Believers – I credenti del male

Dopo la tragica scomparsa della moglie, lo psichiatra della polizia Carl Jamison si trasferisce a New York assieme al figlio. Indagando su una serie di orrendi delitti, perpetrati prevalentemente ai danni di bambini, Cal intuisce che i folli responsabili appartengono a una setta religiosa denominata «Santeria». Un thriller non sempre all’altezza della situazione, ma il mestiere del regista si sente. John Schlesinger riesce infatti a creare un’atmosfera inquietante e angosciosa, anche se è spesso costretto a ricorrere a effetti raccapriccianti.
(andrea tagliacozzo)