Turista per caso

La vita di Macon Leary (William Hurt) autore di guide pratiche per turisti, viene sconvolta dalla morte del figlio di dieci anni, ucciso durante una sparatoria in un supermercato, e dal conseguente abbandono della moglie (Kathleen Turner). L’improvviso incontro con la svampita Muriel (Geena Davis), però, sembra portare una ventata di freschezza nella sua grigia esistenza. Un film triste e malinconico, a tratti perfino disperato (le sequenze tra Hurt e Kathleen Turner), ma illuminato da frequenti digressioni umoristiche. Ottima la sceneggiatura, tratta dal libro di Anne Tyler e scritta dallo stesso Kasdan in collaborazione con Frank Galati. Una rivelazione la Davis, premiata con l’Oscar 1988 come miglior attrice non protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Scene di lotta di classe a Beverly Hills

A Beverly Hills, nella villa dell’affascinante Clare, un nutrito gruppo di parenti e amici si riunisce per la veglia funebre del marito della donna. Mentre il fantasma del defunto ancora aleggia nella casa, tra i presenti s’intrecciano una serie di avventure erotiche. Curiosa commedia sexy, abbastanza volgare e irriverente, ma realizzata con un certo stile. Al termine delle riprese del film, l’attrice Rebecca Schaeffer verrà assassinata da un ammiratore psicopatico. (andrea tagliacozzo)

Verso il Sud

Secondo film diretto dall’attore Jack Nicholson. Uno scalcagnato fuorilegge si salva dall’impiccagione grazie a una donna che, sposandolo, lo libera dalla condanna, secondo una stravagante norma di legge. La convivenza però si presenta difficile, soprattutto dopo la ricomparsa degli ex complici di lui. Divertente commedia ambientata nel Far West, tutt’altro che perfetta ma ricca di idee, che segnò l’esordio di Mary Steenburgen e del grande John Belushi.
(andrea tagliacozzo)

Chroma Angel chiama Mandrake

Un filmetto scoppiettante e originale in cui lo studio delle psicologie e le gag fanno da contraltare alle troppe scorciatoie narrative. Al centro della vicenda ci sono il radioamatore LeMat e la sua ossessione per i “baracchini” C.B., ma il tormentone da non perdere è quello del camionista bigamo. Sceneggiato da Paul Brickman. Titolo originale: Citizens Band.

Auto Focus

Bob Crane (Greg Kinnear) è il fortunato presentatore radiofonico del programma mattutino
Gene Krupa alla batteria… eh, no signori, era il sottoscritto ad avere in mano le bacchette,
nella Los Angeles del 1964. Crane è felicemente sposato e padre di due bambini, va a messa la domenica e conduce una vita ineccepibile. Il suo agente gli propone il ruolo principale in una puntata pilota di una nuova serie televisiva: una commedia ambientata in un campo di prigionia all’epoca della seconda guerra mondiale. Crane è dubbioso, ha paura del progetto, ma alla fine accetta e il programma diventa un cult, con il titolo
Gli eroi di Hogan.
Intanto la moglie scopre riviste pornografiche in garage e così viene alla luce la passione di Crane per le donne nude. L’incontro con un tecnico audio-video, John Carpenter (Willem Dafoe), cambierà completamente la sua vita, portandolo a una totale dipendenza per il sesso: «Un giorno senza sesso è un giorno sprecato». La sua popolarità, unita ai piaceri della carne e alla passione per la fotografia, fanno di Bob Crane un lascivo personaggio che manda all’aria la carriera e due matrimoni. Quasi nel baratro decide di abbandonare il suo amico di scorribande e di cercare di rimettersi in carreggiata. Ma una notte…
Auto Focus
è la vera storia di Bob Crane, tratta dal libro di Robert Graysmith
The Murder of Bob Crane.
Una pellicola vivace, dotata di humour e risvolti noir. Il decadimento morale di Bob Crane, abbinato al morboso rapporto con John Carpenter. E poi la sua ossessione maniacale per riprendere e fotografare i suoi amplessi. I due attori principali, Greg Kinnear e Willem Dafoe, appaiono molto credibili e ben calati nei personaggi. Ma la cosa migliore della pellicola, oltre alla storia, è la regia. Paul Schrader, man mano che la vicenda procede, cambia progressivamente metodo di direzione e di ripresa, arrivando in alcuni punti anche alla presa diretta. Interessante anche il lavoro fatto sulla fotografia del film. Si può vedere.
(andrea amato)

Una notte in Transilvania

Un giovane giornalista americano viene inviato in Transilvania, terra dei vari Dracula e Baroni Von Frankenstein, per scrivere un articolo su quei luoghi leggendari. Tutto sembra tranquillo, ma l’apparenza inganna. Commedia horror di poche pretese ma irrimediabilmente stupida, girata interamente nel territorio della ex Jugoslavia. Sprecato il buon cast. (andrea tagliacozzo)

She-Devil

Bob, ambizioso commercialista, tradisce la corpulenta Ruth, sua moglie, con Mary, affascinante scrittrice di romanzi rosa. Per vendicarsi dell’affronto, la diabolica Ruth rende la vita della romanziera un vero inferno. Una black comedy non del tutto riuscita, ma ben diretta e con alcuni momenti davvero divertenti. La Streep tornerà a impersonare un personaggio simile in
La morte ti fa bella
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(andrea tagliacozzo)