Un natale esplosivo!

La divertente saga — anche se al solito sgangherata e talvolta di cattivo gusto — delle disastrate vacanze dei Griswold, con Chase nei panni del capofamiglia irrecuperabilmente stupido. Nel suo calderone “slapstick”, la vicenda sfodera momenti credibilmente acuti con sorprendente abilità. Terzo capitolo della serie, scritto da John Hughes. Seguito da Las Vegas — Una vacanza al casinò e da uno spin-off finito direttamente in homevideo.

Potere assoluto

Un ladro un po’ in là con gli anni sta compiendo l’ultimo furto della sua carriera, quando diventa testimone di uno stupro-omicidio compiuto nientepopodimeno che dal presidente degli Stati Uniti (Hackman). Adattamento poco credibile (e fatalmente annacquato) del best-seller di William Goldman, con protagonista David Baldacci. Eastwood e Harris (il poliziotto) giocano al gatto col topo; ma Gene Hackman esagera e, nella seconda parte, il film scade inevitabilmente. Panavision.

Power

Richard Gere interpreta il ruolo di Pete St. John, un «costruttore d’immagine pubblica» per uomini politici. Pete è il migliore, ma soprattutto è cinico e non si cura dell’onestà e dei fini dei suoi clienti. Un film politico parzialmente interessante, ma privo della lucidità e della incisività che Lumet aveva dimostrato nei suoi film degli anni Sessanta e Settanta. Sceneggiatura scritta dal giornalista David Himmelstein.
(andrea tagliacozzo)

Interiors

Dopo i quattro Oscar vinti con Io e Annie , Woody Allen affronta il suo primo film interamente drammatico, un cupo e pessimistico ritratto di una famiglia dell’alta borghesia americana. Fulcro motore del film, il rapporto tra le sorelle Joey, Renata e Flyn, per descrivere il quale Allen si è parzialmente ispirato (come farà anche nel 1987 per Hannah e le sue sorelle ) alle protagoniste de Le tre sorelle di Checov. Intenso ed estremamente ben fatto, ma a volto è fin troppo evidente il debito del regista newyorchese nei confronti di Ingmar Bergman. (andrea tagliacozzo)

L’ammutinamento del Caine

Duramente provato da molti anni di guerra, il comandante di un dragamine soffre di un grave esaurimento nervoso che cerca di mascherare tiranneggiando l’equipaggio. Durante un tifone, il suo secondo si ammutina e rileva il comando della nave. Eccellente Bogart nella parte del comandante nevrotico. Buona anche la prova di Van Johnson nei panni del suo giovane secondo. Poco ispirata, invece, la regia di Edward Dmytryk, reduce dalle persecuzioni maccartiste.
(andrea tagliacozzo)