Roger Dodger

Roger Swanson, detto «Roger Dodger» (Roger il Furbacchione), per la sua arguta capacità oratoria è un pubblicitario cinico e arrogante con la convinzione di poter manipolare le donne a suo piacimento. Il suo talento di seduttore viene stimolato ancora di più quando giunge inaspettata la visita del nipote sedicenne Nick, giunto nella Grande Mela dal cuore dell’Ohio. Nick scalpita per avere consigli dall’affascinante zio su come conquistare l’altro sesso e esercitarsi nell’arte della seduzione. Nel corso di una notte ambientata tra le mille luci notturne di Manhattan, si assiste all’iniziazione del ragazzo che passa attraverso nightclub, bar e party fuori orario… I trucchi che Roger cerca di insegnare al nipote si rivelano ben presto solo una corazza per difendersi. E lo zio capisce che forse l’inesperto Nick ha qualcosa da insegnargli…

Il primo lungometraggio del neo regista Dylan Kidd, presentato all’ultimo Festival di Venezia, è uno sguardo ironico e divertito sul moderno ego maschile e sulla guerra dei sessi. E lo spettatore lo comprende sin dalla prima scena quando il protagonista Roger Swanson teorizza, fumando una sigaretta, l’inutilità del sesso maschile in un mondo, non troppo lontano, in cui la donna non avrà bisogno dell’uomo neanche per procreare. Virtuosismi dialettici e una buona dose di cinismo le caratteristiche di Roger Swanson interpretato da un Campbell Scott (anche produttore della pellicola) in ottima forma, affascinante e triste, come ogni buon single del ventunesimo secolo. L’arrivo del sedicenne Nick in cerca di esperienze e consigli sul gentil sesso ne sconvolgerà almeno in parte l’esistenza. Al cinismo e al disincanto del rampante zio subentrano l’ingenuità e il buonismo del nipotino reso da Jesse Eisemberg, giovane attore proveniente da Broadway, in modo impeccabile. Ed ecco il turbinio delle luci, dei locali e delle vie di Manhattan messo in scena per una sola notte con uomini e donne soli inutilmente in cerca di compagnia. Se i pregiudizi e i verbosi abbordaggi dello zio sortiscono pochi effetti e sterili incomprensioni, la purezza di un sedicenne, che non ha paura di confessare la sua verginità, lascia attonita e gradevolmente sopresa la fauna single. Come se non bastasse, l’infallibile Roger dovrà affrontare un netto rifiuto dalla donna di cui è, o crede di essere, innamorato, interpretata da una splendida Isabella Rossellini orgogliosa della sua autonomia, mentre Nick incontrerà una ragazza, la bella e comprensiva Jennifer Beals, che non resisterà alla tentazione di dargli il primo bacio. Kidd sembra voler dire «buttate via le vostre maschere e tutto andrà meglio». Fosse così semplice…
(emilia de bartolomeis)