Il diavolo nello specchio

Versione cinematografica avvincente, anche se convenzionale, della commedia d’annata di Edward Wooll su un baronetto (che era stato prigioniero di guerra) chiamato in tribunale a dimostrare la sua identità, cosa che risulta alquanto difficile. Metroscope.

Providence

Alla vigilia del suo settantottesimo compleanno, uno scrittore inglese, sentendo vicina la fine dei suoi giorni, trascorre una notte lunga e tormentata: i ricordi della moglie, morta suicida, si mescolano a vivide allucinazioni che, come fossero tratte dalle pagine di un suo romanzo, vedono per protagonisti i propri familiari. Un film di difficile lettura, come molti altri del regista Alain Resnais, ma indubbiamente affascinante, abilmente sospeso in un raffinato gioco d’incastri tra realtà e fantasia. Straordinari gli interpreti.
(andrea tagliacozzo)

La storia di Patricia Neal

Una delle migliori interpretazioni di Glenda Jackson nel ruolo di Patricia Neal, attrice molto nota negli anni Sessanta, vincitrice di un Oscar nel 1963 con
Hud il selvaggio
. Colpita da un ictus cerebrale, la Neal ha saputo coraggiosamente riprendersi anche grazie al costante aiuto del marito, lo scrittore Roald Dahl (qui interpretato da Dirk Bogarde). Il film, realizzato per la televisione, è stato tratto dal libro di Barry Farrell
Pat and Roald
.
(andrea tagliacozzo)

Il portiere di notte

A Vienna, negli anni Cinquanta, un ex ufficiale nazista, ossessionato dai terribili ricordi del recente passato, è impiegato in un albergo della città come portiere di notte. Nello stesso hotel capita una donna ebrea, a suo tempo vittima dei campi di sterminio e ora sposata a un direttore d’orchestra, che lo riconosce. Il film che impose la Cavani all’attenzione del pubblico internazionale, ambizioso (le influenze, letterarie e cinematografiche, si sprecano) ma non completamente riuscito. In definitiva, più noto per lo scandalo che sollevò all’epoca piuttosto che per i suoi meriti artistici. Ma Dirk Bogarde, negli ingrati panni dell’ex carnefice, come al solito fornisce una prestazione maiuscola. (andrea tagliacozzo)

Morte a Venezia

Ritratto di un artista, dei suoi amori, della sua omosessualità, della sua incessante ricerca della bellezza. Magnifica trasposizione cinematografica del classico (e flemmatico) romanzo di Thomas Mann. Musiche di Gustav Mahler (cui si è cercato di far assomigliare Bogarde). Panavision.

La caduta degli dei (GötterdÌmmerung)

Opera drammatica e severa che racconta la parabola di una famiglia di industriali tedeschi durante gli anni Trenta: il loro declino si allaccia all’ascesa di Hitler. Violento, enfatico e controverso, ma innegabilmente illuminante. Una nomination all’Oscar per la sceneggaitura.

I giovani uccidono

Due giovani di buona famiglia, che apparentemente conducono una normale e quieta esistenza, sono in realtà dediti ai delitti più efferati. Scoperti in flagrante durante una rapina, i due, per sottrarsi all’arresto, uccidono un poliziotto. Un poliziesco d’impianto realistico, ben interpretato dal giovane Dirk Bogarde nei panni di uno dei due criminali. Dal film verrà tratta una serie televisiva.
(andrea tagliacozzo)

L’incidente

Sebbene sposato e con figli, un maturo professore dell’Università di Oxford, ossessionato dalla paura d’invecchiare, s’innamora di una studentessa austriaca. Rabbia e invidia s’impossessano del vecchio docente quando scopre che la ragazza è l’amante di un collega, suo amico e coetaneo. Uno dei film più significativi di Joseph Losey, piuttosto freddo nella messa in scena, ma terribilmente efficace nel mettere impietosamente a nudo le contraddizioni e le ambiguità del protagonista e del suo ambiente. Sceneggiatura di Harold Pinter, tratta da un romanzo di Nicholas Mosley.
(andrea tagliacozzo)

Quell’ultimo ponte

Versione insipida e iperprodotta dell’ottimo libro di Cornelius Ryan, incentrata sui disastrosi bombardamenti degli alleati dietro le linee tedesche in Olanda nel 1944. Esistono copie da 158 minuti. Vincitore di  3 BAFTA Film Award.