Texas oltre il fiume

In Louisiana, un nobile spagnolo sta per sposarsi con una ricca ereditiera, quando un ufficiale di cavalleria, spalleggiato da alcuni commilitoni, lo aggredisce sostenendo che la ragazza s’era già impegnata con lui. Nella rissa che ne segue, il nobile uccide l’ufficiale ed è costretto a fuggire verso il Texas. Una scanzonata commedia western. Spassoso l’attore Joey Bishop nel ruolo di un impassibile indiano. Nell’intento dei produttori, il film avrebbe dovuto lanciare Alain Delon sul mercato americano.
(andrea tagliacozzo)

Baciami, stupido!

Uno dei capolavori di Wilder, e probabilmente il film in cui ha davvero «passato il limite»: il limite della commedia «brillante», della ferocia controllata, del bon ton. Di certo una delle commedie più divertenti e dal ritmo più scatenato degli ultimi cinquant’anni, ma soprattutto una delle pellicole più tremende sull’America (e non solo), al livello del coevo Dottor Stranamore di Kubrick nel nichilismo e nella nera visione del sesso (infatti non ebbe alcun successo). La «sacra famiglia» americana si dissolve qui in una vicenda di lubitschiana immoralità, che vede un marito e una moglie letteralmente disposti a vendersi e a prostituirsi per conquistare un briciolo di celebrità. La perfezione sta nell’assenza di compiacimento, nella supremazia del gusto e della lucidità nonostante tutto. Indimenticabili Dean Martin, dall’autoironia tutta italiana, e la conturbante Kim Novak col diamante nell’ombelico. Curiosamente, il soggetto è tratto da un vecchio testo teatrale italiano (di Anna Bonacci). (emiliano morreale)

La signora e i suoi mariti

Tutti i matrimoni di una stravagante signora sono naufragati perché i mariti, non appena sposati, sono diventati celebri e ricchi. Per conoscere meglio se stessa, la donna si fa visitare da un noto psicologo che, dopo averla ascoltata, le chiede di sposarla. La legnosa regia di Jack Lee Thompson, esperto nel genere d’azione, non riesce a trarre il meglio dal gran cast – in cui spicca una MacLaine in piena forma – e dalla discreta sceneggiatura firmata da Betty Comden e Adolph Green (autori del testo teatrale da cui è stato tratto il film).
(andrea tagliacozzo)

I quattro figli di Katie Elder

Alla morte della madre, avvenuta in circostanze misteriose, i quattro figli di Katie Elder si riuniscono per le esequie. Dopo aver scoperto che la loro fattoria è stata venduta in maniera poco chiara, i fratelli Elder decidono d’indagare in proposito. Western vecchio stampo, poco originale ma piacevole, ben sorretto dall’indubbia bravura degli interpreti (Wayne e Martin in evidenza).
(andrea tagliacozzo)

Airport

Primo di una serie di film costruiti con l’identica formula: un cast di vecchie glorie hollywoodiane unito a eventi particolarmente catastrofici e spettacolari. A bordo di un Boeing in volo verso Roma, un folle vuole fare saltare in aria l’aereo per permettere alla moglie di beneficiare della sua assicurazione sulla vita. Mentre il comandante cerca di disarmare l’uomo, l’isteria di un passeggero provoca l’esplosione della bomba. Divertente, ma datato.
(andrea tagliacozzo)

La mia amica Irma

Irma divide un appartamento al Greenwich Village di New York con una ambiziosa biondina. Quest’ultima, assunta come segretaria di un giovane milionario, fa di tutto per farsi sposare, mentre il fidanzato di Irma vorrebbe portare al successo due cantanti che per mantenersi lavorano come camerieri in in un fast food. Film che sarebbe senza dubbio caduto nel dimenticatoio se non fosse per la presenza di Jerry Lewis e Dean Martin, al loro debutto sul grande schermo.
(andrea tagliacozzo)

Una notte movimentata

L’anziano presidente di una società editrice muore stroncato da un infarto. Il giovane nipote, successore alla presidenza, deve rintracciare una ragazza che è stata vista fuggire seminuda dalla camera del defunto per comprarne il silenzio ed evitare uno scandalo. Il cast del film – fiacco e con una trama piuttosto esile – è impreziosito da numerosi e bravissimi caratteristi. Dalla MacLaine, reduce dalla splendida prova de L’appartamento , era comunque lecito aspettarsi di più. (andrea tagliacozzo)

Bandolero

Catturato in seguito a una rapina in banca, Dee Bishop viene condannato a morte. A un passo dalla forca, l’uomo si salva grazie all’intervento del fratello maggiore, Mace, che all’ultimo momento si è sostituito al boia. Nella fuga, i due sono costretti a prendere in ostaggio la giovane vedova Stawner. Attori di buon livello malamente sprecati dalla solita piatta regia di McLaglen. James Stewart, poi, non sembra nemmeno in gran forma.
(andrea tagliacozzo)

I giovani leoni

La seconda Guerra Mondiale vista attraverso i destini di tre uomini: il tedesco Christian che, convinto ad arruolarsi dalla propaganda nazista, deve amaramente ricredersi; Noah, timido ebreo, che in prima linea dimostrerà un coraggio inaspettato; e Michael, un impresario che, dopo aver fatto carte false per non partire, decide di compiere il proprio dovere. Uno dei migliori film mai realizzati sulla secondo conflitto mondiale, epico e spettacolare come vuole la tradizione dei kolossal hollywoodiani, ma anche attento allo studio psicologico dei protagonisti, specialmente quelli della parte avversa. Un carismatico e tormentato Marlon Brando domina il film nel ruolo del nazista pentito.
(andrea tagliacozzo)

Colpo grosso

Danny Ocean riunisce dieci compagni d’armi ai quali propone di effettuare un grosso furto in quattro casinò di Las Vegas. Dopo qualche incertezza, tutti accettano e il colpo viene fissato per la sera dell’ultimo dell’anno. Il clan Sinatra (detto «The Rat Pack») al completo per un film senza troppe pretese ma assai divertente. Rifatto nel 2001 da Steven Soderbergh (da noi è stato distribuito con il titolo originale,
Ocean’s Eleven
) con George Clooney nel ruolo che fu di Sinatra.
(andrea tagliacozzo)

I quattro del Texas

Sinatra e Martin in un bislacco divertissement ambientato nel vecchio west, con i loro giochetti superati solo dal losco banchiere Buono. La Ekberg e la Andress sono notevoli attrazioni.

Aldrich si prende una vacanza con questa commedia western. Peccato che non funzioni niente: la vicenda è noiosa, il ritmo inesistente, l’ironia pure. La Ekberg cambia molti abiti e la Andress sventola le gambe: pare che al regista non interessi altro. TRa i più brutti film del regista, giustamento finito nel dimenticatoio.

La principessa di Bali

Penultimo episodio (l’unico a colori) della lunga serie Road to… interpretata dal terzetto Hope-Crosby-Lamour dal 1940 al 1962. George e Harold, attori di vaudeville che vivono in Australia, vengono ingaggiati dal principe Klen Arok per per ripescare un tesoro affondato al largo dell’isola di Bali. Giunti a destinazione, dopo una serie di contrattempi, George e Harold apprendono dalla principessa Lalah, vera proprietaria del tesoro, che l’impresa è assai rischiosa. I due si innamorano dellla principessa, che è più incline a George, ancge se Harold… Moderatamente divertente. Gli episodi precedenti, però, erano decisamente migliori. Una carrellata di guest star da brivido. (andrea tagliacozzo)