15 minuti-Follia omicida a New York

Il ceco Emil Slovak e il russo Oleg Razgul, due poco di buono, una volta sbarcati a New York pensano bene di tentare il colpo grosso per diventare famosi: sequestrano il celebre poliziotto Eddie Fleming e lo ammazzano, riprendendo tutto con una videocamera. Il filmato viene poi venduto a un avido presentatore televisivo, che ne fa un caso. Ma a rovinare i piani di Emil e Oleg penserà Jordy Warsaw, un esperto di incendi dolosi che aveva lavorato con Eddie. Penoso action che tenta varie strade, con risultati sempre imbarazzanti: il buddy-cops movie, ma le battute della coppia De Niro-Burns (una delle peggio pensate della storia: il primo è svogliatissimo, il secondo sembra chiedersi dove mai sia capitato e cosa ci stia a fare, con quella faccia da orata lessata; per non parlare degli altri interpreti, micidiali) vanno tutte a vuoto; il film «bombarolo», ma la tensione è a livello zero; il poliziesco, ma l’adrenalina non esiste e tutto è piatto, monocorde, anonimo; una certa critica cultural-sociale all’arrivismo a tutti i costi, all’avidità del giornalismo da prime time e, forse, alla futilità – o all’inesistenza – di un nuovo sogno americano, ma le argomentazioni sono vecchie come la befana e trattate con mano pesantissima, con odiose dosi di grottesco. Ma non basta: il clima vorrebbe essere da caos metropolitano semi-apocalittico, ma si dorme invece di inquietarsi; e ci sono poi le sorpresine cinefile di bassa lega (come l’eliminazione a metà film della star De Niro) e persino metacinema a manciate, con Oleg che ama
La vita è meravigliosa
e – videocamera sempre alla mano – spara battute del tipo «Io non sono il killer, sono il regista: azione!», con continui passaggi dal film alla sgranatura del digitale: roba che invoca vendetta, subito! Inoltre c’è il forte sospetto che la versione italiana sia tagliata: lo sgozzamento della donna in una delle prime sequenze presenta un brusco salto, anche sonoro. Non c’è mai fine alla vergogna…
(pier maria bocchi)