L’innocente

L’ultimo lavoro di Luchino Visconti, realizzato poco prima della morte avvenuta il 17 marzo 1976, tratto dal romanzo di Gabriele D’Annunzio. Il ricco possidente Tullio Hermil non perde occasione per tradire la moglie Giuliana. Questa, dal canto suo, si consola con un giovane scrittore dal quale ha un figlio. La regia di Visconti, come al solito pregevole dal punto di vista formale, è meno efficace che in altre occasioni, fin troppo fredda e distaccata dalla vicenda e dai suoi protagonisti. D’altronde, il film è stato diretto dal cineasta in precarie condizioni di salute, costretto su una sedia a rotelle da un male incurabile. (andrea tagliacozzo)

D’Annunzio

Un ritratto di Gabriele D’Annunzio nel periodo della sua vita che va tra i 25 e i 30 anni, quando è giornalista, critico d’arte, scrittore di opere scandalistiche e cronista mondano. Benché sposato, padre e con un altro figlio in arrivo, D’Annunzio affascina le donne con i suoi modi seducenti. Dalla biografia del poeta scritta da Piero Chiara, un film patinato, eccellente sul versante della fotografia e del décor, ma completamente nullo in tutto il resto.
(andrea tagliacozzo)