Il giorno della civetta

Dal libro omonimo di Leonardo Sciascia. In un paese siciliano viene ucciso un costruttore edile e la mafia vuol far passare l’assassinio come un delitto d’onore. Un coraggioso capitano dei carabinieri tenta di far luce sulla vicenda, cercando le prove per incastrare un potente mafioso. Un buon dramma sociale in anticipo sui tempi, anche se rimane lontano dalle vette del romanzo.
(andrea tagliacozzo)

La moglie più bella

Esordio di Ornella Muti. In Sicilia, Vito, pupillo di un capomafia, s’innamora della bella Francesca che lo ricambia e acconsente a fidanzarsi con lui. Ma l’atteggiamento maschilista del giovane mafioso indispettisce la ragazza che rompe orgogliosamente ogni legame. Il film, tutt’altro che riuscito anche se non privo di alcuni spunti interessanti di critica sociale, è ispirato alla storia vera di Franca Viola.
(andrea tagliacozzo)

Goodbye e amen – L’uomo della C.I.A.

L’agente della C.I.A. John Dhannay è a Roma per organizzare un attentato politico in un Paese africano. La sua missione è disturbata però da un suo amico, funzionario dell’ambasciata americana, che, dopo aver informato un emissario del Paese in questione, si barrica con due ostaggi in una stanza dell’Hotel Hilton. Dal romanzo «Sulla pelle di lui» di Francis Clifford, un dignitoso film spionistico all’americana reso efficace soprattutto dalla solidità della regia di Damiano Damiani.
(andrea tagliacozzo)

Quien sabe?

Un interessante western all’italiana con risvolti politici. Nel Messico del 1917, durante la rivoluzione di Pancho Villa, un bounty killer americano riceve dal governo locale l’incarico di uccidere Elias, generale dei ribelli. Per poter avvicinare l’ufficiale, il sicario entra nella banda di El Chuncho, un ex rivoluzionario che fornisce armi agli insorti. Ottimo Gian Maria Volontè, già avvezzo al genere western grazie alla precedente collaborazione con Sergio Leone, con il quale aveva realizzato
Per un pugno di dollari
e
Per qualche dollaro in più
.
(andrea tagliacozzo)