Ritorno al futuro parte III

Marty McFly si serve della prodigiosa macchina del tempo inventata da Emmet Brown e raggiunge il 1885 allo scopo d’impedire la morte dello scienziato per mano del fuorilegge Budford Mad Dog . Una volta rintracciato Emmet, Marty vorrebbe tornare indietro assieme all’amico, ma un guasto alla macchina costringe i due a rimandare la partenza. Il film conclude felicemente la serie con una ironica e divertentissima rilettura dei film western: giunto nella Hill Valley del passato, infatti, Michael J. Fox adotta il nome di Clint Eastwood. Meno perfetto degli episodi precedenti (la sceneggiatura fa un po’ di confusione con i legami di parentela, facendo interpretare la nonna paterna del protagonista alla stessa attrice che in precedenza dava il volto alla madre di Marty, ovvero Lea Thompson), ma non per questo meno divertente. Girato contemporaneamente al secondo capitolo. (andrea tagliacozzo)

Dennis la minaccia

Un inconcepibile e scadente plagio di Mamma, ho perso l’aereo da parte del produttore John Hughes, basato sul fumetto di Hank Ketcham, con le scaramucce del biondo birbantello con lo stizzoso vicino mister Wilson (Matthau) a fare da semplice riscaldamento prima dello scempio cui viene sottoposto, in puro stile Culkin, un derelitto ladruncolo. Sotto gli otto anni ci si diverte anche, ma resta una disperante carrellata di gag a base di mazzate e puzzette. Con un sequel, direttamente in homevideo.

Il campo di cipolle

Storia (vera) strappacuore su uno sbirro che collassa dopo aver assistito all’omicidio del suo collega di pattuglia ed essersi dato alla fuga. Joseph Wambaugh adatta il proprio romanzo senza alcuna interferenza da parte degli studios. Un film ben recitato e appassionato, che però non raggiunge mai davvero picchi elevati.

Mister Mamma

Jack Butler perde il lavoro per una improvvisa riduzione del personale. Contemporaneamente, sua moglie Caroline trova un posto come pubblicitaria. Jack si ritrova così nell’inusuale ruolo delle casalinga, a badare ai bambini e alle faccende domestiche. Il film non un granché, ma Michael Keaton, alla seconda apparizione sul grande schermo, si dimostra estremamente portato per la commedia. La sceneggiatura porta la firma del prolifico John Hughes (regista di
Un biglietto in due
e produttore di
Mamma ho perso l’aereo
).
(andrea tagliacozzo)

Ritorno al futuro

Uno scienziato trasforma un’automobile in una prodigiosa macchina del tempo. A sperimentarla è un adolescente, amico dell’inventore, che si ritrova proiettato nel 1955. I guai cominciano quando il ragazzo, facendo innamorare di sé la futura madre, rischia di compromettere l’avvenire della sua famiglia. Una divertentissima commedia temporale dalla struttura narrativa praticamente adamantina, scritta dallo stesso Zemeckis con Bob Gale e prodotta da Steven Spielberg. A farla funzionare a dovere sono anche il ritmo vertiginoso e i due protagonisti, Michael J. Fox e Christopher Lloyd, a dir poco perfetti nei loro ruoli. Grande successo di pubblico. Con due seguiti, altrettanto riusciti e fortunati. (andrea tagliacozzo)

La famiglia Addams

Si sa: il cinema americano degli ultimi anni si nutre dell’indistinzione tra modelli di spettacolo e principi di realtà, dei passaggi di stato da un medium all’altro, del transito dal fumetto al cinema, dalla televisione al cinema ecc. ecc. (da
Dick Tracy
a
Casper
, fino ad arrivare all’esempio più riuscito, quello di
Batman
). Di fronte a un materiale di partenza come quello della
Famiglia Addams
– la serie televisiva con protagonisti le cui fattezze umane ricordano sempre più quelle dei personaggi dei cartoni animati – Hollywood non poteva quindi tirarsi indietro. Se ammettiamo che la riuscita del film è direttamente proporzionale alla resa su pellicola della indistinzione di cui sopra, si può senz’altro dire che l’operazione di Sonnenfeld ha colto nel segno. Se non altro per la capacità degli attori nell’aderire a queste strane maschere (non solo la Morticia di Angelica Huston; ma soprattutto la Mercoledì di Christina Ricci, qui al suo esordio). Peccato solo che la storia in sé lasci un po’ a desiderare. Ma con quello che passa la tv di questi tempi, è un film da vedere comunque.
(michele fadda)

Chi ha incastrato Roger Rabbit?

Il detective privato Eddie Valiant scopre che Jessica, moglie del coniglio dei cartoni animati Roger Rabbit, tradisce il marito con Marvin Acne, proprietario di Cartoonia. Quando quest’ultimo viene assassinato, i sospetti della polizia si concentrano sul coniglio. Dal romanzo Who Censored Roger Rabbit? di Gary K. Wolf, una fantasiosa e divertente fusione tra cartoni animati e persone in carne e ossa. L’esperimento tecnico, comunque, era già stato fatto in passato, da Trittico d’amore con Gene Kelly a Pomi d’ottone e manici di scopa . Memorabile l’attacco del film, tutto animato, con Roger Rabbit alle prese con il terribile Baby Herman. Tre Oscar, tra cui quello per gli effetti speciali. (andrea tagliacozzo)

Verso il Sud

Secondo film diretto dall’attore Jack Nicholson. Uno scalcagnato fuorilegge si salva dall’impiccagione grazie a una donna che, sposandolo, lo libera dalla condanna, secondo una stravagante norma di legge. La convivenza però si presenta difficile, soprattutto dopo la ricomparsa degli ex complici di lui. Divertente commedia ambientata nel Far West, tutt’altro che perfetta ma ricca di idee, che segnò l’esordio di Mary Steenburgen e del grande John Belushi.
(andrea tagliacozzo)

Perché proprio a me?

Sulle tracce di un rubino, salvato dal saccheggio dei tesori ottomani a Costantinopoli e che si suppone sia dotato di strani poteri, si lanciano la CIA, i servizi segreti turchi, un’organizzazione di fanatici armeni, una banda di malavitosi e l’ispettore capo della polizia. Ma i primi ad arrivare al gioiello sono due simpatici scassinatori. Sorretto da una sceneggiatura frizzante e ricca di battute (tratta da un romanzo di Donald Westlake, autore anche della sceneggiatura con Leonard Maas Jr.), il film si mantiene abilmente in bilico tra il comico e l’avventuroso. Insolitamente divertente (e meno statico del solito) Christopher Lambert.
(andrea tagliacozzo)

Signori, il delitto è servito

Ispirato al
Cluedo
, il celebre gioco da tavolo. Negli anni Cinquanta alcune persone, tra loro sconosciute, si ritrovano in un lugubre castello del New England, dove sono stati invitati dal misterioso Mr. Boddy. Quando quest’ultimo viene assassinato, tra gli ospiti si scatena una ridda di accuse. Nel finale agli spettatori vengono proposte tre risoluzioni differenti dell’enigma. Il cast, composto da ottimi elementi, è affiatato, ma il film, a parte qualche singola trovata, è modesto e raramente riesce a divertire.
(andrea tagliacozzo)

Ritorno al futuro parte II

Partito dal 1985 a bordo della macchina del tempo inventata dallo scienziato Emmet Brown, Marty McFly raggiunge il 2015 per impedire che quello che un giorno sarà suo figlio rimanga invischiato con una banda di criminali. Un giornale di record sportivi, che Marty ha acquistato nel futuro, capita nelle mani sbagliate alterando il corso del tempo e degli eventi. Secondo capitolo della serie, inspiegabilmente sottovalutato dalla critica, forse a causa di una trama estremamente macchinosa e complicata. Ma Michael J. Fox (nella veste di quattro McFly!) è praticamente strepitoso e il film ha un ritmo forsennato che non dà un attimo di tregua. Girato contemporaneamente al terzo capitolo, distribuito un anno più tardi. Oscar per gli effetti speciali. (andrea tagliacozzo)

4 pazzi in libertà

Un giovane psichiatra riceve il permesso di portare quattro malati di mente a New York per assistere a una partita di baseball. Il medico, separatosi momentaneamente dal gruppo, è testimone oculare di un omicidio. Ridotto in brutte condizioni dai responsabili, l’uomo viene ricoverato in ospedale, mentre i quattro, rimasti senza accompagnatore, vagano per la città alla ricerca dello psichiatra. Una commedia senza impennate, ma non priva di momenti divertenti, soprattutto per merito dell’ottimo cast.
(andrea tagliacozzo)