Oltre Mombasa

Un giovane, recatosi in Africa dove il fratello ha scoperto un giacimento d’uranio in una vecchia miniera abbandonata, apprende da un missionario che questi è stato assassinato dalla misteriosa setta degli uomini-leopardo. Ma la spiegazione non convince il ragazzo. Poco originale film d’avventura che, in mancanza di meglio, indugia non poco sugli splendidi paesaggi africani.
(andrea tagliacozzo)

Il Signore degli anelli – Le due torri

La Compagnia è divisa: i due hobbit Frodo e Sam sono in cammino verso Mordor. Incontrano Gollum, che si offre di guidarli verso il Monte Fato. Frodo ha con se l’anello, che inizia a sopraffare la sua volontà, ma per fortuna Sam gli è vicino e l’aiuta contro le tentazioni. Aragorn, l’elfo Legolas e il nano Gìmli incontrano Gandalf, sopravvissuto alla caduta nelle miniere. Insieme vanno a Rohan dal re Thèoden per convincerlo a scendere in guerra contro Saruman. Thèoden invece vuole portare il suo popolo in una fortezza, per aspettare l’attacco degli orchi. Gli altri due hobbit, Merry e Pipino, scappati dagli orchi che li avevano fatti prigionieri, incontrano Barbalbero e gli Ent che li aiuteranno a sferrare un attacco alla fortezza dove vive Saruman. Ci sarà una battaglia imponente tra diecimila orchi e gli elfi, gli uomini di Thèoden, Aragorn, Legolas e Gìmli, salvati alla fine dall’intervento di Gandalf che porterà rinforzi. Il cammino di Frodo e Sam continua così verso il Monte Fato, guidati da Gollum, che ha in mente di tradirli per impossessarsi dell’anello.
Secondo episodio della trilogia dedicata al libro di Tolkien. Stesso cast artistico e tecnico, altre tre ore di film, che seguono le tre de La compagnia dell’anello e precedono le tre finali de Il ritorno del re. Come il primo film, anche Le due torri ha un testo abbastanza fedele a Tolkien, ma, se possibile, le scene di violenza e azione sono ancora più numerose. Il ritmo rimane alto per tutto il tempo e l’imponenza delle scene lascia lo spettatore a bocca aperta. Già campione d’incassi negli Usa, ci si aspetta un ottimo risultato al box office anche in Italia. (andrea amato)

Star Wars Episodio II – L’attacco dei cloni

La Repubblica è minacciata da un movimento separatista che cerca di uccidere Padmé Amidala. Intanto Anakin Skywalker ha 19 anni, dieci in più
dell’Episodio I – La minaccia fantasma,
ed è l’apprendista del maestro Jedi Obi-Wan-Kenobi. I due Jedi devono difendere l’ex principessa di Naboo, ora senatrice della repubblica. Obi-Wan gira per lo spazio indagando su chi mina la stabilità della Repubblica. Intanto Anakin protegge Padmè e tra i due nasce un amore, un sentimento ostacolato dalle loro vite: la donna è troppo dedicata al suo lavoro politico e il giovane apprendista Jedi non può per regola legarsi sentimentalmente a qualcuno. Obi-Wan scopre il complotto ordito dall’ex Jedi Conte Dooku, ma ormai la guerra sembra inevitabile e così sarà. Aspettando l’ultimo tassello. A tre anni
dall’Episodio I,
continua la saga di George Lucas che ci presenta un imponente opera che, nel 2005 con l’uscita del terzo episodio e sommando la prima trilogia del 1977-1980-1983, vanterà dodici ore di storia raccontata in sei episodi, tutti legati l’uno con l’altro, ma tutti autonomi. Il lavoro di una vita, che consacrerà il regista nell’Olimpo della storia del cinema. Un film appassionante, imponente, mastodontico, curato in ogni particolare, un vero kolossal. Girato interamente in digitale,
Episodio II
si candida a essere il nuovo campione d’incassi della stagione, soprattutto per questo ritorno di Lucas in stile
Ritorno dello Jedi,
dopo la poco convincente prestazione
dell’Episodio I
del 1999, andando a toccare i temi a lui cari e che hanno fatto la fortuna dei primi film: forza, introspezione, filosofia, democrazia e giustizia. I set utilizzati per le riprese sono stati: Australia, Inghilterra, Italia (lago di Como e Caserta), Tunisia e Spagna. Non rimane altro che godersi il film, ma in attesa del 2005 e dell’ultimo capitolo Lucas ha minacciato: «Il terzo episodio lo distribuirò solo ai cinema attrezzati per il digitale». E se lo dice lui c’è da crederci…
(andrea amato)

Il corsaro dell’isola verde

Il capitano Vallo, al comando di un brigantino pirata, cattura nel Mar dei Caraibi un galeone spagnolo carico d’armi, munizioni e soldati, agli ordini di Don José Gruda. Quest’ultimo, mandato a combattere i rivoltosi dell’Isola Salina, cerca di accordarsi con il pirata. Film di cappa e spada ironico (quasi farsesco) e molto colorato, con un Burt Lancaster in grande forma che fa sfoggio di tutte le proprie qualità atletiche. Molto divertente.
(andrea tagliacozzo)

La frusta e il corpo

Il dispotico Lee torna al suo castello e riprende la relazione sadomaso con la cognata (Lavi), ma poco dopo viene assassinato. Però ritorna sotto le sembianze di un fantasma, con una frusta. Forse il miglior film del maestro dell’horror Bava, suggestivo, bello e apparentemente semplice. Lee è eccellente, nonostante il doppiaggio. Titoli alternativi Usa: Son of Sam, The Way and the Body e Night Is the Phantom. State lontani dalla versione più corta, What.

The Magic Christian

Un ricchissimo industriale inglese, non sapendo a chi lasciare la sua cospicua eredità, adotta un giovane vagabondo che sottopone a un corso accelerato sul potere corruttivo del denaro. Commedia dissacrante, inventiva, a tratti sconclusionata ma divertente, interpretata da un caustico e irresistibile Peter Sellers, qui anche in veste di cosceneggiatore. Al copione, tratto da un libro di Terry Southern, collaborarono anche Graham Chapman e John Cleese (membri del gruppo comico inglese Monty Python). Ottima la prova di Ringo Starr, all’epoca ancora batterista dei Beatles. La canzone dei titoli
Come and Get It,
interpretata dai Badfinger, porta la firma di da Paul McCartney.
(andrea tagliacozzo)

La vita privata di Sherlock Holmes

Questo atipico, ma estremamente personale, film wilderiano offre uno sguardo malinconico sul celebre investigatore. Recitazione, fotografia e colonna sonora sono strepitose in questa dimenticata pellicola, la cui reputazione dovrebbe tornare alta negli anni futuri. Concepito inizialmente per una durata di tre ore e mezza. Una sequenza di 12 minuti (The Dreadful Business of the Naked Honeymooners) è stata restaurata per il laserdisc. Girato in Inghilterra. Panavision.

La Sposa Cadavere

Photogallery

Il giovane Victor, dalla voce e dalle sembianze di
Johnny Depp,
è in procinto di sposarsi e sta cercando di imparare a memoria il rito nuziale.
Mentre sta declamando la promessa, infila l’anello in un ramo che sembra un dito, richiamando dall’Oltretomba la Sposa Cadavere, una ragazza assassinata proprio il giorno del suo matrimonio. L’incredulo Victor si ritrova così sposato a un fantasma-zombie, dalla voce e dalle sembianze di
Helena Bonham Carter,
che lo trascina in un «Aldilà» colorato, vivace, travolgente.

Realizzato come il precedente
Nightmare Before Christmas
in
stop motion,
l’attesissimo nuovo film di
Tim Burton
è un musical macabro dove teschi, vermi, ragnatele e scheletri «canini» offrono un ritratto quasi festoso della vita
post mortem,
rappresentando un mondo sotterraneo divertente e privo della rigidità che caratterizza l’epoca vittoriana (e non solo) in cui è ambientata la storia.

Ispirato a una fiaba tradizionale russa, la
Sposa Cadavere
vanta un doppiaggio d’eccezione: oltre a Depp e alla Bonham Carter (moglie di Tim Burton), anche Emily Watson, Albert Finney, Christopher Lee prestano la voce agli indimenticabili personaggi creati da Tim Burton.

Dieci anni di lavorazione per quello che può considerarsi, a tutti gli effetti, il secondo episodio di una saga dedicata ad Halloween e iniziata nel 1993 con le avventure di Jack Skeleton proprio in
Nightmare Before Christmas.
Tim Burton non smette di incantare sognatori di tutte le età con il suo humor nero, la sua poesia gotica, le sue fiabe sempre in bilico tra nostalgia e futuro. Semplicemente geniale.
(sara dania)

La mummia

Rifacimento, con numerose variazioni, di un classico interpretato nel 1934 da Boris Karloff. In Egitto, nonostante gli ammonimenti di un indigeno, tre archeologi inglesi penetrano nella tomba della principessa Arnanka, sacerdotessa del dio Kranach. Tornati in Inghilterra, uno dei tre impazzisce, mentre gli altri due devono sfuggire alla vendetta di una mummia, riportata in vita dall’indigeno. Grandi atmosfere, tipiche della Hammer (la casa di produzione inglese esperta in horror). Sullo stesso tema tornerà Stephen Sommers nel ’99 per realizzare una sua versione – più avventurosa e mono orrorifica – de
La mummia.
(andrea tagliacozzo)

Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…I cavalieri Jedi Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi liberano il cancelliere Palpatine, ostaggio del malvagio generale Grevious. Accolto da eroe al suo ritorno a casa, Anakin si trova a fare i conti con la doppia vita sin lì condotta. Da un lato è infatti un valoroso Jedi, dall’altro è segretamente sposato alla bellissima Padmé Amidala. Quest’ultima è incinta e una notte Anakin sogna la sua morte durante l’imminente parto. Facendo leva sulla paura di Anakin di perdere l’amatissima moglie, Palpatine gli rivela il lato oscuro della Forza. L’unico che, secondo l’ambiguo cancelliere, gli permetterebbe di salvare la vita a Padmé.

La vendetta dei Sith, terzo e ultimo prequel della saga di
Guerre stellari,
è l’episodio migliore fra quelli che raccontano gli antefatti della saga iniziata nel 1977. Se in
La minaccia fantasma
Lucas aveva puntato più sugli effetti speciali che sulla sceneggiatura e ne
L’attacco dei cloni,
girato dopo l’11 settembre, aveva inserito chiare allusioni alla situazione politica mondiale, in questo terzo episodio le vicende dei protagonisti della saga tornano al centro del film, così come nella prima trilogia. «Tutti i pezzi vanno a posto, consentendo di fare tutti i collegamenti», ha detto a ragione il regista. La vendetta dei Sith è anche il prequel che verrà maggiormente apprezzato dai fan della prima trilogia, che scopriranno come e perché il prode Anakin Skywalker, vinto dal lato oscuro della Forza, si trasforma nel malvagio Dart Fener. È proprio la Forza (definita da Paolo Mereghetti una «sorta di aggiornamento hollywoodiano delle filosofie sull’élan vital di Bergson e l’inconscio collettivo junghiano, mescolato con influenze orientali e suggestioni cavalleresche e medievali») il vero protagonista del film, motore delle azioni dei personaggi in grado di utilizzarla. Da molti punti di vista, sostiene ancora a ragione Lucas, gli eventi raccontati nel film modificheranno l’idea che il pubblico si è fatta della storia narrata nella prima trilogia. «Riguardare tutta la serie – ha detto ancora il regista – sarà un’esperienza completamente differente». Ma anche chi non vorrà passare ore e ore davanti allo schermo, ci permettiamo di aggiungere noi, difficilmente rimarrà deluso dal sesto e ultimo episodio.

Gremlins 2 – La nuova stirpe

In questo sequel, non tanto un film horror quanto una sciocca parodia di se stesso, le viscide creature scorrazzano libere per New York City. Zeppo di gag, citazioni cinematografiche, frecciate satiriche, e apparizioni cammeo gratuite. Glover in particolare è uno spasso nei panni di un tipo alla Donald Trump/Ted Turner, e Lee è una delizia in quelli di uno scienziato genetista. Cercate di restare fino ai titoli di coda.