Il ciarlatano

Uno dei vertici della corrosiva comicità di Jerry Lewis «filmmaker totale». Ne
Il ciarlatano
, Lewis recupera il tema classico del doppio per richiamare su di sé le nevrosi e i fantasmi dell’alienazione contemporanea. Il protagonista è un piccolo borghese, schiacciato dalla routine professionale e impossibilitato a godersi le sospirate due settimane di vacanza senza cacciarsi nei guai e trasformarsi in un perfetto, vincente imbranato. Il povero Gerald, bancario infaticabile con l’unico sogno di andare a pescare durante le ferie, si trova suo malgrado al centro di un intrigo criminale: è il perfetto sosia di un pericoloso e indistruttibile delinquente, a sua volta e per caso preso all’amo come un pesce. La satira di una società caotica, frustrata e inibita sul piano della comunicazione diretta (agenti di polizia che non si accordano sui numeri di codice delle infrazioni, centralini telefonici che rimandano l’uno all’altro senza raccogliere la chiamata…) non è mai stata così implacabile. Grande esempio di umorismo ebraico autoconsapevole e straniante – con tanto di narratore interno alla narrazione – e di riflessione sul significato del travestimento, della goffaggine e della maschera. Si ride in continuazione.
(anton giulio mancino)

Dracula morto e contento

Mel Brooks gioca con Dracula in questa parodia, che ci mette talmente tanto a raccontare di nuovo l’ormai nota storia del vampiro che si dimentica di far ridere. Ci sono alcuni momenti azzeccati per i fan di Brooks… ma non basta. Gli attori sovraccaricano le interpretazioni il più possibile: da MacNicol che fa Renfield a Brooks che è il dottor Van Helsing, da Korman in un divertente omaggio a Nigel Bruce fino a Nielsen che interpreta un Conte gentile e sinistro. Delizioso cammeo della Bancroft nei panni di “Madame Ouspenskaya”.

Alta tensione

Una parodia dei film di Hitchcock rispettosa e accurata, ma anche assai discontinua: Brooks è uno psichiatra alle prese con il debutto alla direzione di una gabbia di matti. A salvare l’operazione — altrimenti mediocre — provvedono isolati squarci di irresistibile comicità. Il futuro regista di Rain Man, Barry Levinson (co-autore della sceneggiatura) è un ostile portiere d’albergo. Nei panni del padre della Kahn c’è il mago degli effetti speciali (e collaboratore storico di Hitchcock) Albert J. Whitlock.