Lucky Break

Un ladruncolo di nome Jimmy (James Nesbitt), con molti precedenti, cerca il colpo della vita rapinando una banca con il suo amico Rudy (Lennie James). Le cose non vanno come previsto e i due vengono arrestati. Si incontrano in carcere e studiano un piano per evadere. Quale sarà il loro «cavallo di Troia»? Uno musical sull’ammiraglio Nelson, scritto dal direttore del carcere (Christopher Plummer) e interpretato dai detenuti. Al momento di diventare «uccel di bosco», però, Jimmy ha dei dubbi per amore di Annabel (Olivia Williams), l’assistente sociale della prigione e protagonista femminile dello spettacolo. Meglio l’amore o la libertà? Dallo stesso regista di The Full Monty , Lucky Break  ricalca in maniera impressionante il canovaccio del suo predecessore, senza la carica sociale: con la preparazione dello spettacolo che occupa la maggior parte della storia. Comunque ben girato e soprattutto ben interpretato dagli attori, tutti molto bravi e con una nota di merito in particolare per il «grande vecchio» Christopher Plummer, nella parte del direttore del carcere. Tipica piacevole commedia dallo humour britannico e verrebbe da dire «in stile Full Monty ». (andrea amato)

Calendar Girls

Un tranquillo paese dello Yorkshire, Skipton. Quella fetta di Inghilterra con le pecore, il verde, i muretti a secco e le famigliole con villetta e garage. Qui un gruppo di donne, non giovanissime né bellissime, si riunisce nella locale sezione del Women’s Institute per disquisire ora di broccoli, ora di composta di prugne, ora di lavoro a maglia, ora di fiori secchi… Una di loro, Annie, ha il marito malato. Che muore di leucemia. E mentre le riunioni riprendono, Annie e Chris, la più vivace delle signore e sua amica da una vita, cercano un modo per raccogliere fondi: vogliono comprare un divano per la sala d’attesa dei parenti da regalare all’ospedale. Chris ha un’idea: fare un calendario. Ma non con le foto delle chiese o delle torte, come sempre: con le loro foto. Nude. Comincia l’opera di convincimento delle altre dame ritrose (ma non troppo…), della presidentessa dell’associazione nazionale, dei mariti. Arriva il momento del servizio fotografico. E poi il successo, Hollywood, i giornalisti, i soldi…
Commediola tutta inglese basata su una storia vera (fu il calendario del 2000 che incassò dalle vendite qualcosa come 600 mila sterline) firmata dal regista Nigel Cole (L’erba di Grace). Leggera, divertente solo a tratti, molto scontata. Furbetta quando vuole strappare la lacrimuccia. Il soggetto è tuttavia simpatico: purtroppo, si capisce dove si va a parare dalla prima inquadratura. E lo svolgimento è a volte noioso, soprattutto nella seconda parte, quella hollywoodiana, francamente di troppo. Forse, tra i difetti del film, c’è anche la volontà del regista di mettere troppa carne al fuoco (che c’entra quella scena del figlio che sembra volersi buttare giù dalla roccia?). Presentata come la risposta rosa a Full Monthy, Calendar Girls è comunque molto ben interpretato dalle lady con cellulite, rughe e quant’altro. Che sanno ridere di se stesse, sanno mettere in atto nel loro piccolo una storica rivoluzione, facendosi fotografare nude dietro all’annaffiatoio del giardino o a una tavola imbandita, sedute con il cappello di Babbo Natale intonando Merry Christmas. Ad ogni modo si esce dal cinema di buon umore. È tutto. (d.c.i.)

Imagine Me &You

Rachel e Haeck, migliori amici dai tempi del liceo e in seguito innamorati, decidono di coronare la loro unione con il matrimonio. Durerà poco, a causa di una donna, una fiorista incaricata di occuparsi della cerimonia. La neo-moglie crede di aver trovato in lei la sua migliore amica ma in realtà sarà travolta da una passione irrefrenabile…

Che pasticcio Bridget Jones!

Seconda puntata delle avventure sentimentali di Bridget Jones. Fidanzata più o meno felicemente con l’avvocato Mark Darcy ma gelosissima di una sua affascinante collaboratrice, riprende a frequentare per motivi professionali l’intrigante Daniel Cleaver, che l’aveva sedotta nell’episodio precedente. Dopo essersi cacciata in pasticci di ogni genere, tornerà tra le braccia del suo Mark. Riuscirà a sposarlo?

Squadra che vince non si cambia. La regola aurea degli allenatori di calcio è stata applicata quasi alla lettera anche per il sequel de

Il diario di Bridget Jones,
tratto dal secondo romanzo di Helen Fielding dedicato all’eroina di tutte le single desiderose di mutare il loro status. È cambiata solo la regista: Beeban Kidron ha sostituito Sharon Maguire. Chissà, forse è stata questa non secondaria variazione a rendere assai poco interessante la seconda puntata di una commedia il cui primo episodio, pur senza essere un capolavoro, poteva tranquillamente essere classificato alla voce «riuscito film d’evasione». Prevedibile, ripetitivo e sostanzialmente inutile, questo sequel si salva dal totale naufragio soltanto grazie alle buone interpretazioni di Renée Zellweger, quasi irriconoscibile grazie a una dieta ipercalorica che le ha permesso di ingrassare per riempire di nuovo i panni del suo personaggio più noto, e di uno Hugh Grant come sempre a suo agio nel ruolo del simpatico mascalzone. Colin Firth, dal canto suo, continua a recitare con diligenza la parte del bravo ragazzo impettito e noiosetto. Assolutamente da evitare per chi non ha gradito il primo episodio, gli altri acquistino il biglietto a proprio rischio e pericolo.
(maurizio zoja)