Pericolosamente insieme

Una giovane tenta di riprendersi i preziosi quadri del padre che le erano stati arbitrariamente sottratti molti anni prima. Arrestata dalla polizia, la ragazza viene rilasciata grazie all’intervento del suo avvocato, la volitiva Laura Kelly. La legale, assieme all’aitante assistente procuratore distrettuale Tom Logan, s’impegna per fare luce sul caso. La coppia Robert Redford-Debra Winger funziona a meraviglia. È la sceneggiatura che, troppo spesso, zoppica e lascia a desiderare. Divertente, ma solo a tratti.
(andrea tagliacozzo)

Due volte nella vita

Arrivato alla fatidica soglia dei cinquant’anni, Harry, già sposato con Kate, s’innamora di un’altra donna, Audrey, più giovane di lui di qualche anno. Nella famiglia dell’uomo scoppia la tragedia: la figlia maggiore, in particolare, non ha nessuna intenzione di perdonarlo. La prevedibilità della trama è riscattata dalla maiuscola prestazione degli interpreti. La canzone dei titoli è di Paul McCartney, mentre la colonna sonora è composta dal chitarrista jazz Pat Metheny. (andrea tagliacozzo)

E io mi gioco la bambina

Tratto dalla novella di Damon Runyon Little Miss Marker, già portata sullo schermo nel 1934 (con Adolphe Menjou e Shirley Temple), nel 1949 (con Bob Hope) e nel 1963 (con Tony Curtis, qui relegato in un ruolo di secondo piano). Una bambina di sei anni, rimasta orfana, sconvolge la vita di uno scorbutico allibratore, costretto a farle da balia. Il film, piuttosto deludente, segnò l’esordio dietro alla macchina da presa dello sceneggiatore Walter Bernstein. (andrea tagliacozzo)

Sfida senza regole – Righteous Kill

Dopo trent’anni di lavoro di squadra al Dipartimento di polizia di New York, i pluridecorati detective Turk e Rooster (De Niro e Pacino)non sono ancora pronti per la pensione. In città, sono stati assassinati dei presunti criminali. La polizia è certa che si tratti di un serial killer, perché lascia poesie sui cadaveri a motivazione del suo gesto.

La recitazione classica dei due mostri sacri (che finalmente condividono le stesse inquadrature dopo essersi sfiorati in Il Padrino – Parte II e Heat – La sfida) non basta per dimenticare la banalità della sceneggiatura crepuscolare di Russell Gewitz. E la disparità prpgressiva di tempo trascorso da uno dei due protagonisti telefona la sorpresa finale nel peggiore dei modi.

 

 

Gorky Park

Dall’omonimo bestseller di Martin Cruz Smith. Nel Parco Gorky di Mosca vengono ritrovati, semicoperti dalla neve, i cadaveri orribilmente sfigurati di tre giovani. L’ispettore di polizia Arkadi Renko, incaricato delle indagini, grazie a un paio di pattini, trovati indosso a una delle vittime, risale fino a Irina, una ex dissidente sovietica. Un film poco convincente, nonostante l’atmosfera e alcuni bei momenti. Gli esterni sono stati girati a Helsinki. (andrea tagliacozzo)

Presunto innocente

Il vice procuratore capo Rusty Sabich riceve l’incarico di svolgere delle indagini sull’omicidio di una sua giovane collega. Ma, a causa di una precedente relazione con la vittima, diventa improvvisamente il principale sospettato. In tribunale, l’uomo viene difeso dall’abile avvocato Alejandro «Sandy» Stern. Tratto dal best-seller di Scott Turow, un giallo ben costruito ma non sempre avvincente, anche a causa dei ritmi lenti e della prova un po’ incolore di Harrison Ford.
(andrea tagliacozzo)

F/X 2 – Replay di un omicidio

Rollie Tyler, che un tempo lavorava nel mondo del cinema come tecnico degli effetti speciali, viene contattato dalla polizia per provocare la finta morte di un uomo, ex marito della sua ragazza. Ma qualcosa va storto e l’uomo muore realmente. Rollie, nei guai fino al collo, chiede aiuto a un poliziotto di sua vecchia conoscenza, Leo. Banale thriller poliziesco che non regge minimamente il confronto con il precedente episodio realizzato da Robert Mandel nell’86.
(andrea tagliacozzo)

10

George, compositore di successo, sentimentalmente legato a una famosa cantante, entra in crisi il giorno del suo quarantaduesimo compleanno. Non riuscendo a trovare conforto nei consigli di un amico, il musicista si prende una bella sbronza. In un albergo messicano, dove è finito tra i fumi dell’alcool, George incontra la bellissima Jennifer. La crisi della mezza età vista con sguardo ironico e pungente da Blake Edwards (che tornerà sull’argomento sette anni più tardi con
Così è la vita
). Alcuni spunti comici (come quello del dopo-dentista) sono quasi da antologia.
(andrea tagliacozzo)

Mai gridare al lupo

Smith interpreta il personaggio reale del canadese Farley Mowat (sceneggiatore del film), che ha affrontato in solitario l’Artico per studiare il comportamento dei lupi… finendo per imparare altrettanto di se stesso. Irregolare ma zeppo di momenti e passaggi sensazionali, con una splendida performance di Smith. È c’è anche il tocco ironico di una produzione Disney il cui protagonista si adatta a mangiare dei topi! Due decenni più tardi, Smith ha diretto The Snow Walker, basato su un racconto breve di Mowat.