Gli abbracci spezzati

Un uomo scrive, vive e ama nell’oscurità. Quattordici anni prima ha sofferto un terribile incidente di macchina nell’isola di Lanzarote. Nell’incidente ha perso non solo la vista, ma anche Lena, la donna della sua vita. Quest’uomo usa due nomi, Harry Caine, ludico pseudonimo con il quale firma i suoi lavori letterari, i racconti e le sceneggiature, e Mateo Blanco, il suo vero nome di battesimo, con il quale vive e firma i film che dirige. Dopo l’incidente Mateo Blanco si riduce al suo pseudonimo, Harry Caine. Se non può più dirigere film si impone di sopravvivere con l’idea che Mateo Blanco è morto a Lanzarote accanto alla sua amata Lena. Nell’attualità, Harry Caine vive grazie alle sceneggiature che scrive e all’aiuto della sua fedele direttrice di produzione di un tempo, Judit Garcia, e di Diego, il figlio di lei, segretario, dattilografo e guida per ciechi.

Affidando per la prima volta il ruolo di protagonista a un eterosessuale, Almodovar abbandona la componente più folcloristica del suo mondo per per affrontare i nodi centrale del suo universo creativo, dove il cinema si incarica di dare forma alle passioni che lo hanno sempre infiammato. La “doppia” vita di Harry/Mateo diventa così il campo di tensioni dove dentro cui si confrontano la forza della passione e l’amore per il cinema. E le tantissime citazioni cinefile ribadiscono soprattutto che per Almodovar il cinema è tramite verso la vita.

 

Aquamarine

Due ragazzine dodicenni trascorrono i loro pomeriggi nella piscina di un club situato a due passi da casa. Dopo un violento temporale scoprono che nella piscina si è insediata niente meno che una sirena. Le due ragazze entrano in confidenza con lei e l’aiuteranno a conquistare il bel proprietario del bar del club.

Innocua commedia per ragazzine ai primi bollori, mixa La Sirenetta e Baywatch, con memorie di Splash e una punta di malizia erotica non necessariamente etero.

Volver

Un film di Pedro Almodóvar

Volver. Un altro film al femminile ambientato nella Spagna rurale. Tra dramma e commedia, iperrealismo e sogno, con almeno due personaggi femminili che sarà difficile dimenticare, interpretati da Penélope Cruz e Carmen Maura. «La cosa più difficile nei miei film è scrivere la sinossi», ha detto il regista spagnolo presentando il suo film a Cannes.

I temi sono quelli tradizionali dell’universo almodovariano (superiorità femminile, solidarietà di classe e di sesso, inutilità del maschio per costruire un nucleo familiare) però distillati con maestria. Il film affronta le storie dei suoi personaggi “dal fondo”, per far emergere pian piano dal passato (“volver” dice il titolo, cioè tornare) le ragioni dei loro comportamenti, delle loro paure e nevrosi. Senza le provocazioni folcloristiche di alcuni lavori precedenti, ma con la consapevolezza che la giostra della vita è più ironica e sorprendente di ogni immaginazione.

Penélope Cruz protagonista

Il ruolo della protagonista inscrive definitivamente  la Cruz all’interno del parco muse del cinema, qui, in Volver, borderline senza mai perdere una goccia del suo fascino e della sua dolcezza. Idea subdola e intelligente, quella di Almodòvar di introdurre nel cast Carmen Maura (Irene), già protagonista dei film del regista spagnolo degli anni ’80: un ritorno dal mondo dei morti che aggiunge suspense e un tocco di gotico alla successione degli eventi narrati. Il paradossale buon umore del suo personaggio è un tocco surreale che si inserisce nel film con grande armonia.

Premio per la sceneggiatura e Prix d’interprétation féminine per il cast femminile (oltre a Penelope Cruz e a Carmen Maura, alle straordinarie Lola Dueñas, Chus Lampreave Blanca Portillo, Yohana Coboal.

Infamous – Una pessima reputazione

Storia dell’indagine del giornalista americano Truman Capote sul massacro di una famiglia del Kansas nel 1959. Al fianco dell’amica d’infanzia Harper Lee si metterà sulle tracce dei responsabili riuscendo a instaurare con uno di loro uno strano legame.

La pellicola è la risposta a

Truman Capone: a sangue freddo
di Bennet Miller che è valso l’Oscar a Phillip Seymour Hoffman nel 2006

L’ultimo inquisitore

Spagna 1972. Il pittore Francisco Goya (Skarsgard) è al culmine del successo quando la sua giovane musa, Ines (Portman), ingiustamente accusata di eresia, viene imprigionata e torturata. Per salvarla farà ricorso all’aiuto di Padre Lorenzo (Bardem), un enigmatico e potente religioso dell’Inquisizione spagnola, che sedurrà la giovane.