Sister Act 2 – Più svitata che mai

Affabile sciocchezzuola che poco credibilmente ripropone la Goldberg in mezzo alle suore, ad allenare le studentesse partecipanti a una gara di canto, con il cattivo Coburn che trama per far chiudere la scuola. Anche se qualcuno degli autori forse ha visto troppe volte Le campane di Santa Maria, questo inutile sequel vi lascia con il sorriso sulle labbra, grazie a un esaltante finale in musica e alla sequenza dei titoli di coda che è la cosa migliore del film. Molto lento all’inizio.

Predator

Il coriaceo maggiore Dutch Schaefer, a capo di un gruppo di mercenari, viene assoldato dalla CIA per recuperare un politico statunitense, catturato in un Paese dell’America centrale da alcuni guerriglieri. Ma giunto sul luogo, si trova imprevedibilmente ad affrontare uno strano essere venuto dallo spazio. Un actioner spettacolare e ironico confezionato ad arte da John McTiernan. Il regista l’anno seguente, sempre con la produzione di Joel Silver, realizzerà il suo film migliore: l’adrenalinico
Trappola di cristallo
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(andrea tagliacozzo)

Ferite mortali – Exit Wounds

Deprimente film d’azione con un Seagal non più giovane, ma sempre in forma, che recita la parte di un poliziotto alle prese con colleghi corrotti. Il rapper DMX è un misterioso spacciatore. Tutto molto familiare e scontato, ma il target di pubblico potrebbe non accorgersene.

Due nel mirino

Inseguito da alcuni trafficanti di droga, contro i quali ha testimoniato diversi anni prima in tribunale, Rick è costretto a cambiare continuamente identità. Nonostante i mille accorgimenti, i criminali riescono ugualmente a scovarlo. Nel frattempo, l’uomo s’imbatte casualmente in Marianne, l’ex fidanzata. Tutto già visto in questa commedia d’azione, ma la confezione è impeccabile, il ritmo sostenuto e i momenti divertenti non mancano. Affiatato ed azzeccato il duo d’interpreti: atletico e ironico Gibson, brillante e stralunata la Hawn. (andrea tagliacozzo)

National Security – Sei in buone mani

Due ex poliziotti rivali scoprono azioni illecite nelle alte sfere mentre lavorano come guardie di sicurezza (eh sì, probabilmente avrete già sentito qualcosa di simile…). Com’è prevedibile, questa commedia su una coppia di amici non è granché sensata neppure al suo livello più stupido, eppure Lawrence e Zahn sono sorprendentemente in sintonia e spassosi come sono sempre stati. La scena che porta alla cacciata di Zahn dalla squadra è di prim’ordine, qualunque sia il metro di valutazione; tutto il resto è mero riciclaggio.