Il giardino di Allah

Storia romantica palesemente sciocca sullo sfondo del deserto algerino. Dialoghi pungenti, occhiate tormentate, belli i vestiti della Dietrich, così esotici. Spettacolare il lavoro in technicolor di Greene e Rosson, che è valso un Oscar. Il film non è un granché.

Il giardino di Allah

Su un treno che la conduce al deserto algerino, una bella e ricca vedova conosce un giovane russo che, a causa di una profonda crisi morale, ha passato un lungo periodo in convento. I due s’innamorano e, dopo breve tempo, decidono di sposarsi. Tipico esempio di esotismo hollywoodiano, spettacolare ma totalmente falso, reso memorabile dalla fotografia a colori di W. Howard Greene e Harold Rosson (premiati con un Oscar speciale).
(andrea tagliacozzo)

L’ultimo urrà

Una vecchia volpe della politica dai metodi piuttosto spregiudicati, ripropone la sua candidatura a sindaco di una cittadina del New England. Per aiutarlo, chiama accanto a sé il nipote, che dapprima si mostra riluttante, ma poi rimane affascinato dalla personalità del vecchio. Il film, che si ispira alla figura del sindaco di Boston James M. Curley, è tratto dal romanzo di Edwin O’Connor. Splendida l’interpretazione di Spencer Tracy, attorniato da uno stuolo di caratteristi altrettanto straordinari. La pellicola ha avuto un nuova versione nel ’77, ma con esiti ben lontani da questa di Ford.
(andrea tagliacozzo)

I racconti del terrore

Quattro racconti di Edgar Allan Poe condensati in tre distinti episodi. Il migliore è il secondo, interpretato da un ironico Peter Lorre: un uomo, tradito dalla moglie, decide di vendicarsi murando vivi in cantina la consorte e il suo amante; assieme ai due rimane imprigionato anche un gatto nero che perseguita l’omicida con il suo insistente miagolio. Classica produzione di Roger Corman, elegante e visualmente sfarzosa nonostante i limiti di budget. Il regista, al suo quarto capitolo della serie di film dedicata a Poe, riesce a far coesistere umorismo e terrore con notevoli risultati. Sceneggiatura di Richard Matheson.
(andrea tagliacozzo)

Le avventure di Sherlock Holmes

Ardua prova per il grande investigatore: questa volta il temibile professor Moriarty (Zucco) vuole rubare addirittura i gioielli della corona inglese. Seconda e ultima pellicola della serie targata Fox-Rathbone-Bruce, che ha preceduto quella — ben più moderna — prodotta dalla Universal.