Ti va di pagare? – Priceless

In un lussuoso hotel a cinque stelle di Biarritz, un timido cameriere trascorre senza emozioni le proprie serate, shakerando cocktail meravigliosi per ricchissimi e annoiati ospiti, inmerso in una dimensione senza tempo e parallela alla vita reale. Un equivoco lo porta all’incontro con Irène, una ragazza bellissima e apparentemente di mondo, dal tenore di vita elevato grazie alla sua caparbia determinazione a farsi mantenere da facoltosi e anzianotti uomini d’affari. Da una possibile scappata a Venezia a un breve soggiorno a Nizza, e – parafrasando il conte Max – una “puntatina” a Montecarlo, scorre il sogno della ricchezza e dei privilegi per lei e dell’amore impossibile per lui, dolce e squattrinato nonché apparentemente ingenuo, da lì in poi mantenuto-in-prova. Ma non potendo avere i soldi e l’amore assieme, perché proibirsi di sognare?

Il favoloso mondo di Amélie

Il favoloso mondo di Amélie

mame cinema IL FAVOLOSO MONDO DI AMÉLIE - STASERA IN TV bar
Audrey Tautou è Amélie Poulain

Una giovane cameriera che lavora a Montmartre, Amélie Poulain, è la protagonista de Il favoloso mondo di Amélie. La interpreta Audrey Tautou, nota attrice francese. La vita della ragazza trascorre senza particolari emozioni o avventure, finché, nel giorno della morte di Lady Diana, trova per caso una scatoletta nascosta dietro una piastrella, nel suo appartamento. All’interno trova giocattoli e altri oggetti, probabilmente appartenuti a un bambino che viveva lì tempo prima. Di conseguenza, Amélie decide di cercare il proprietario della scatola, scatenando una serie di eventi che daranno una svolta alla sua vita.

Produzione

mame cinema IL FAVOLOSO MONDO DI AMÉLIE - STASERA IN TV café
Il Café des 2 Moulins

Il regista Jean-Pierre Jeunet non ha solo diretto Il favoloso mondo di Amélie: lo ha anche ideato e scritto. Innanzitutto, però, Jeunet intendeva affidare il ruolo della protagonista all’attrice inglese Emily Watson. Nello script originario, infatti, la cameriera era una ragazza inglese, non francese. Tuttavia, la Watson trovò difficile recitare in francese, perciò il ruolo passò ad Audrey Tautou.

Le scene d’interni sono state girate ai Coloneum Studio di Colonia, Germania. Quelle in esterno, invece, sono state girate quasi tutte a Parigi. C’è solo un’eccezione: le sequenze ambientate nella casa del padre di Amélie hanno come location Eaubonne, un paese a pochi chilometri dalla capitale francese. Le stazioni ferroviarie che si vedono nel film sono: Gare de Paris Nord, Gare de Paris Est e Gare de Paris Lyon.

Inoltre, il Café des 2 Moulin, il locale dove lavora Amélie, esiste davvero. Di conseguenza, è stato scelto per le riprese del film. Dopo l’uscita della pellicola nelle sale cinematografiche, il Café des 2 Moulins è diventato una delle mete parigine più visitate e frequentate.

Un grande successo

Il favoloso mondo di Amélie uscì nei cinema in Francia il 25 aprile 2001 e fu subito un grande successo. Oltre 8 milioni di spettatori andarono a vederlo, con un incasso totale superiore ai 40 milioni di euro. In questo mondo, il film riuscì a battere la concorrenza dei kolossal americani e a diventare il più visto dell’anno. Arrivò in Italia il 25 gennaio 2002, con un altro grande e clamoroso successo.

La rivista cinematografica Empire ha messo Il favoloso mondo di Amélie al secondo posto nella classifica The 100 Best Film Of World Cinema, cioè una classifica dei migliori film del mondo in lingua non inglese. Un capolavoro, dunque, tutto europeo.

Piccoli affari sporchi

Okwe è un immigrato nigeriano che vive nei sobborghi di Londra dove condivide uno squallido appartamento con Senay, giovane turca senza permesso di soggiorno. I due coinquilini non si vedono quasi mai. Okwe sbarca il lunario facendo il tassista e il portiere di notte nello stesso albergo dove Senay durante il giorno lavora come donna delle pulizie. Drogato di caffeina e stimolanti per non cedere al sonno, l’uomo, che nel suo paese d’origine era un medico, si prodiga per aiutare chi, come lui, si trova in un Paese straniero senza assistenza sanitaria. Una notte Okwe fa una macabra scoperta in una delle stanze dell’hotel. Intuendo che qualcosa di terribile sta accadendo nell’albergo, il povero nigeriano si ritrova, suo malgrado, coinvolto nei loschi affari del pericoloso sottobosco criminale della periferia londinese.

Stephen Frears torna ancora una volta a raccontare storie di vita vissuta.
Piccoli affari sporchi,
pellicola girata nel 2002, è focalizza la sua attenzione su tematiche sociali come globalizzazione e immigrazione clandestina: la storia di Okwe e Senay diventa il pretesto per mettere in scena una realtà invisibile, quella di coloro che «guidano i nostri taxi e che puliscono le nostre camere», disposti a svolgere mansioni umili pur di non tornare nei Paesi d’origine. Ma il regista, accanto alle tematiche sociali legate alla vicenda narrata, pone anche elementi mutuati dal thriller dando vita a un prodotto multiforme e difficile da classificare. Nella prima parte si assiste alla messa in scena della miseria e delle difficoltà dei protagonisti, passando attraverso lo sfruttamento e il disagio sociale. La tensione e il mistero subentrano invece successivamente quando, con la trovata del traffico di organi, il film vuole trasformarsi nelle intenzioni del regista in un vero e proprio giallo. In realtà il tentativo di fare della pellicola un pamphlet sociale ne limita fortemente anche la riuscita. Si ha la netta impressione che la storia segua due fili conduttori che poco hanno in comune e che a tratti si incontrano dando vita a un risultato confuso. Anche se il vago intento poetico di Frears riesce a emergere in qualche punto. Significativo in questo senso il primo piano di un cuore umano buttato nello scarico del bagno a rappresentare metaforicamente la perdita da parte dell’individuo della pietas verso i propri simili. Poco convincente la graziosa Audrey Tautou, già protagonista de
Il favoloso mondo di Amelie,
qui alle prese con i toni drammatici di un ruolo forse poco adatto alle sue corde. Bravo, invece, Chiwetel Ejiofor nei panni del protagonista. Su tutti spicca Sergi Lòpez che sapientemente interpreta nel film l’ammiccante e sgradevole Sneaky, il gestore del sordido hotel dove si consuma il dramma. Frears, regista abile e arguto nel delineare personaggi e situazioni, sembra purtroppo perdere parte del suo tocco, offrendo un prodotto in cui l’avvicendarsi degli eventi confonde lo spettatore anziché coinvolgerlo. E, se i sobborghi di Londra abitati da immigrati, prostitute e piccoli delinquenti in lotta per la sopravvivenza ricordano le struggenti ambientazioni di loachiana memoria, il lavoro rimane un’occasione mancata rispetto alle intenzioni indubbiamente buone del regista.
(emilia de bartolomeis)

Bambole russe

Dopo l’Appartamento Spagnolo, Xavier e i suoi amici si ritrovano ad affrontare la vita adulta. Xavier è diventato uno scrittore ma ancora non riesce a trovare un’occupazione stabile. Inoltre, mille altri problemi lo tormentano: le donne, i soldi e la sua continua insoddisfazione. Finalmente un giorno accetta un buon lavoro in cui dovrà muoversi tra Londra e San Pietroburgo e le cose si sistemeranno