Il diavolo nello specchio

Versione cinematografica avvincente, anche se convenzionale, della commedia d’annata di Edward Wooll su un baronetto (che era stato prigioniero di guerra) chiamato in tribunale a dimostrare la sua identità, cosa che risulta alquanto difficile. Metroscope.

La miliardaria

La Loren è una ricca ereditiera convinta che i soldi possano comprare tutto, finché non incontra Sellers, un medico indiano, per niente disposto a vendere il suoi principi, né tanto meno il suo amore. Sophia è splendida, ma come adattamento della commedia di G.B. Shaw il film risulta un po’ pesante. CinemaScope.

Tutto mi accusa

Espulso dall’Accademia Navale con l’accusa di aver rubato un vaglia di cinque scellini, un ragazzo, appartenente a una vecchia famiglia inglese, si dichiara innocente. Il padre fa di tutto per ottenere che il caso venga riesaminato e assume in difesa del figlio un celebre legale. Tratto da Il cadetto Winslow di Terence Rattigan (coautore anche della sceneggiatura), uno dei migliori film di Anthony Asquith, ottimamente interpretato da uno stuolo di grandi interpreti. Robert Donat, che veste i panni dell’avvocato, nel 1939 aveva vinto l’Oscar come miglior attore con Addio, Mr Chips!. Rifatto nel 1999 da David Mamet con il titolo Il caso Winslow. (andrea tagliacozzo)

Una Rolls-Royce gialla

Dramma ben congengnato di Terence Rattigan che coinvolge i tre proprietari dell’auto sopra citata, con attenzione prestata al lato romantico nella vita dei suddetti; artefatto ma anche ben trattato. Panavision.

International Hotel

Improbabile trama alla Grand Hotel ambientata in un aeroporto londinese. Tutti sono terribilmente belli e ricchi; se vi piace guardare gente terribilmente bella e ricca bene. Altrimenti non ha senso. Eccellente la Rutherford (che con questo ruolo si aggiudicò l’Oscar) così come Maggie Smith. Scritto da Terrence Rattigan. Panavision.

Addio, Mr. Harris

Redgrave è superbo nella parte di un insegnante di collegio di mezza età che realizza di essere un fallimento su tutta la linea, con una moglie infedele e un nuovo incarico che detesta. Il cast rende giustizia alla piéce di Terence Rattingan, autore della sceneggiatura. Rifatto nel 1994.

L’importanza di chiamarsi Ernesto

Dall’omonimo lavoro teatrale di Oscar Wilde, adattato con eleganza per il grande schermo da Anthony Asquith. Nell’Inghilterra vittoriana, Jack s’innamora di Gwendolen, cugina dell’amico Algernon, mentre quest’ultimo prende una cotta Cecily, la figlioccia di Jack. Ma i due amici, usando con le rispettive ragazze il nome «Ernesto», creano una innumerevole serie di equivoci. (andrea tagliacozzo)

Pigmalione

Un professore di fonetica scommette con un amico che in meno di sei mesi riuscirà a trasformare una giovane e rozza fioraia in una dama del bel mondo. Eccellente adattamento cinematografico della celebre commedia di George Bernard Shaw, diretto a quattro mani dal protagonista Leslie Howard e dal raffinato regista Anthony Asquith. Candidato a diversi Oscar, il film vinse abbastanza prevedibilmente i premi per l’adattamento e la migliore sceneggiatura non originale. Ventisei anni più tardi la stessa commedia divenne un musical di successo con il titolo My Fair Lady. (andrea tagliacozzo)